Tre millimetri al giorno

Tre millimetri al giorno

E’ pieno giorno, e Scott Carey è sulla sua barca: esce sul ponte e scorge una schiuma bianca che sta per investirlo, non sembra pericolosa, assomiglia un’ondata di marea. Però Scott sente che è meglio evitarla quell’ondata di schiuma bianca, ha come un presentimento. Inizia a correre sul ponte ma la schiuma è più veloce di lui e in un attimo, in quell’attimo, la vita di Scott cambia. Il mostro gli è vicinissimo e lo sta per raggiungere, Scott Carey è terrorizzato, continua a correre con tutte le sue forze, ogni tanto si volta per controllare la situazione ma ogni volta che si gira il mostro sembra guadagnare ancor più terreno, le zampe sono enormi. Il mostro in questione è un ragno da scantinato. Scott è prigioniero e il pensiero che lo tormenta è che ora è leggermente più grande del ragno anche se di poco, ma domani e dopo ancora sarà più piccolo e più lento del mostro. Le cure mediche sono veramente costose e poi Scott non sopporta i medici che sembrano ragazzini eccitati davanti a un nuovo gioco: l’uomo che si rimpicciolisce! Non credono ai loro occhi e sono confusi dalla morbosità e dai loro sogni di gloria. La moglie di Scott ora ride e anche di gusto, perché suo marito le sta dicendo che si sta rimpicciolendo. Lei non ci crede, certo anche il dottore aveva riscontrato una perdita di peso ma tra questo e la faccenda del rimpicciolimento c’è una bella differenza. Eppure il metro non mente, Scott rimpicciolisce di tre millimetri ogni giorno. Che cosa accadrà quando arriverà a zero millimetri? Cosa c’è dopo lo zero?

Richard Matheson ci regala una storia claustrofobica e ossessiva di cui parte centrale si rivela essere la lotta per la sopravvivenza e l’attesa pregna di terrore per l’inevitabile: Scott non ha più nulla di normale, la sua vita e la sua stessa dignità di uomo risultano essere ormai inesistenti, ha perso tutto compresa la sua famiglia. Ogni luogo gli è ostile e le fatiche psicologiche e fisiche per riuscire a sopravvivere sono enormi. Lui è un eroe positivo, non molla, vuole vivere, vuole sapere - anche se è pieno di angosce - cosa c’è dopo il fatidico Zero. E ripercorre la sua storia, il suo continuo adattarsi ai centimetri persi fino a diventare alto come suo figlio, fino ad indossarne i vestiti, all’essere molestato dai bambini all’essere considerato un fenomeno da baraccone da scienza e media. Tre millimetri al giorno fu scritto in una sola notte dopo una giornata di lavoro: lo stile di Matheson è nudo e crudo, racconta in modo lineare, distaccato, si occupa principalmente delle molteplici facce dell’animo umano, non vuole far diventare simpatico il protagonista, vuole far percepire come si comporta o si comporterebbe ogni essere umano in quella situazione, nel bene e nel male. Da questo libro fu tratto “Radiazioni BX: distruzione uomo” uno dei più celebri film americani di fantascienza degli anni cinquanta, per cui Matheson curò anche la sceneggiatura.

 


 

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