Tre pietre fanno un muro

Tre pietre fanno un muro

Nel corso degli anni scoperte fondamentali hanno segnato la conoscenza storica e archeologia dell’uomo. Incontri fortuiti con reperti o scavi mirati hanno portato i ricercatori a ricomporre i passi delle civiltà che dagli albori della razza umana hanno abitato il pianeta. La casualità ha portato a incappare nei resti di Pompei nel 1594 durante gli scavi per un canale d’irrigazione e nel 1752 ancora più fortuito è stato il ritrovamento di trecento rotoli di papiro in una villa a Ercolano, sottoposti tutt’oggi a studi accurati attraverso i Raggi X, in attesa di decifrarne il contenuto. Il valore linguistico della stele trilingue recuperata nel 1799 presso la città di Rosetta, in Egitto, è incalcolabile, è grazie alla comparazione dei tre registri linguistici: greco, demotico e geroglifico, che si sono potute decifrare le iscrizioni all’interno delle tombe dei faraoni. Famosissimo è Heinrich Schliemann che sulla collina di Hissarlik, in Turchia, insieme al meno noto Frank Calvert nel 1873 individuò le mura del sito di Troia, leggendaria città omerica. In tanti, se non tutti, conoscono la maledizione che colpisce chi accede alla fastosa tomba di Tutankhamon, scoperta nel 1922 presso la Valle dei Re in Egitto da Howard Carter grazie al supporto economico del conte di Carnarvon. Simili meraviglie non sono rimaste inviolate o libere da errori di recupero e interpretazione. Ben prima che l’archeologia sviluppasse una sua metodica basata su un approccio scientifico, sia per la catalogazione dei siti e dei reperti che per la loro conservazione, saccheggi, manomissioni, falsi e l’oblio in collezioni private ha segnato le prime scoperte. Inoltre in molti siti la presenza dei visitatori ha creato danni irreparabili, portando a vietarne l’accesso: piramidi e grotte danneggiate dall’umidità del respiro umano. Se Johann Joachim Winckelmann è considerato il padre dell’archeologia per il suo metodo rigoroso nel dirigere gli scavi a Pompei ed Ercolano, lo stesso vale per il pioniere dell’egittologia Giovanni Battista Belzoni. Oggi molte teorie sono state ritrattate e corrette e passi da gigante vengono fatti grazie alle moderne apparecchiature tecnologiche: Gpr, test di telerilevamento, tomografia, ma tanta storia dell’uomo è ancora sepolta e aspetta di essere individuata…

Aveva sette anni Eric H. Cline quando decise senza ombra di dubbio di fare l’archeologo, galeotto un libro ricevuto in dono dalla madre che raccontava il mito della città di Troia. A oggi sono oltre una trentina le campagne di scavo a cui ha partecipato in varie parti del mondo: Grecia, Egitto, Giordania, Stati Uniti per citare alcuni luoghi. Il suo è un percorso accademico invidiabile. Ha studiato archeologia classica e antropologia presso il Dartmouth College, lingue e civiltà all’Università di Yale, Storia antica in Pennsylvania, e oggi insegna lingue e civiltà classiche alla George Washington, oltre a dirigere il Dipartimento di Archeologia. Credenziali di alto livello, insomma, senza contare che è stato allievo di Spyros Iakovidis. All’attivo ha numerose pubblicazioni di ambito storico-scientifico, in Italia sono reperibili 1177 a. C. Il collasso della civiltà, Armageddon. La valle di tutte le battaglie e Dall’antica Canaan allo Stato d’Israele, oltre a Tre pietre fanno un muro, titolo che richiama un assioma dell’archeologia secondo il quale “Una pietra è una pietra, due pietre sono un indizio, tre pietre sono un muro, quattro pietre sono una casa, cinque pietre sono un palazzo. Sei pietre sono un palazzo costruito dagli alieni”. Il saggio è suddiviso in sei sezioni che spaziano dalla storia delle prime scoperte e dei primi archeologi, all’esame delle tecniche usate e dei siti più celebri o controversi nel mondo. Una ampia bibliografia storico scientifica e note rafforzano il volume. Si fa ricorso alla datazione che prevede l’uso di a. e. v. “antico evo volgare”, e. v. “evo volgare” al posto della più nota a. C. e d. C., per quanto tecnico in alcuni passaggi il testo è accessibili a chiunque, grazie a una narrazione scorrevole che si sofferma anche su aneddoti affascinanti che conquisteranno gli appassionati delle antiche civiltà.



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