Trenta chili

Trenta chili
Una bambina che si è sempre sentita un problema. Una bambina nata prematura o forse più probabilmente concepita prima del matrimonio, riottosa ad accettare che la sua infanzia sia governata dalla ricerca del consenso sociale che sembra ossessionare i suoi, ribelle al destino scolastico dimesso, 'da femmina' programmato per lei dai genitori. Un'adolescente schiva, che rinuncia anche al nuoto per non sentirsi costantemente sotto esame, piena di peli e con un profondo senso di inadeguatezza che la macera denro. Una ragazza come tante, come quasi tutte, in fondo, ma che in un momento critico della propria crescita subisce una serie di gravi molestie sessuali da parte di uno zio. L'omertà della famiglia la fa implodere, e davanti alla bambina che si è sempre sentita un problema si spalanca l'abisso dell'anoressia...
"Questo libro non è la storia clinica di un successo o di un fallimento terapeutico, non è neanche un saggio clinico sull'anoressia nervosa, è solo una storia di vita", scrive Luana De Vita, psicologa clinica e giornalista, nell'introduzione al volume che ha scritto assieme a Stefania Sabbadini, che ha deciso di raccontare vent'anni di vita vissuti accanto al mostro dell'anoressia che le divorava l'anima. Una confessione tesa e vibrante, quella di Stefania: più che uno sfogo un'orazione civile, un j'accuse all'ipocrisia sociale italiana che all'immagine della 'famiglia perfetta' sacrifica qualsiasi cosa. E migliaia di ragazze lì a fare proprie nella carne le contraddizioni e le bugie delle presunte famiglie perfette. Un urlo di dolore che rompe un assordante silenzio.

 

 

 

 
 
 
 
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