Trevor

Trevor
Molti ragazzini per Halloween decidono di mascherarsi da Batman o altri supereroi. Trevor invece avrebbe scelto il personaggio che stima maggiormente: Lady Gaga. Pensarlo è una cosa, metterlo in atto un’altra. I suoi genitori accettano i suoi scherzi e le sue particolarità, ma temono in fondo che loro figlio possa rivelarsi diverso dai suoi coetanei. Anche i suoi compagni già lo reputano eccentrico per il suo modo di camminare o di pensare, quindi è il caso di scegliere una soluzione meno appariscente. È la scuola media e anche soltanto parlare in un certo modo o amare la poesia ti fa classificare da tutti come “gay”. Basta una parola affettuosa di troppo a quello che pensavi fosse tuo amico per farti diventare lo zimbello di tutti. Trevor però non ci sta: non crede sia giusto costringere qualcun altro ad ammette di essere qualcosa che non si sente di essere (come vorrebbero, ad esempio, quelli dell’Alleanza Gay e Lesbiche). Lui però sa di essere un ragazzo di tredici anni, con un grande amore per il teatro e un enorme desiderio di vivere normalmente…
Questo breve romanzo nasce da un’opera teatrale di successo dello stesso Lecesne, che ne ha tratto anche un cortometraggio vincitore di un Oscar (e di grande successo di pubblico durante il suo passaggio televisivo grazie al contributo di Ellen Degeneres) e un telefono amico per aiutare i giovani americani alla ricerca della loro identità. Trevor rappresenta il ragazzino deriso, attaccato e ridicolizzato solo perché non uniforme alla massa. Tutti noi lo abbiamo incontrato alle medie o alle superiori, preferendo di nasconderci dietro i bulli e ridere per essere accettati, oppure lo siamo stati. Le vicende di Trevor, ragazzino divertente e pieno di problemi, proprio come tutti a quella età, ci riportano proprio in quella terribile terra di mezzo che sono per tutti gli anni scolastici. Quando il branco sembra la parte giusta in cui stare e non sembra possibile essere semplicemente chi si è, senza rotture di scatole o prepotenti insoddisfatti a prenderti in giro.    Molto bella anche la prefazione di Carlo Gabardini, che con la sua tipica sensibilità e arguzia, racconta il Trevor dentro ognuno di noi.

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