Trilogia della censura

Trilogia della censura
Tre inchieste scritte tra il 1984 ed il 1997 ma mai pubblicate. Mundial Gate, che ha scoperchiato il pentolone sulla partita di calcio Italia-Camerun dei Mondiali 1982, pareggiata pare grazie ad un accordo sottobanco che ha permesso alla nazionale italiana di passare il turno e di avviarsi a quello che sarebbe stato il suo terzo titolo mondiale. Antenne rotte, che raccoglie i testi della trasmissione televisiva di Rai Tre Va' pensiero con Andrea Barbato, attacchi virulenti a personaggi molto influenti della politica di ieri (e di oggi). L’Italia non canta più, una conversazione con il più famoso paroliere italiano, Mogol, che racconta il dietro le quinte della musica leggera italiana, con le sue miserie, i suoi segreti, le sue guerre sotterranee...
"Da una quindicina d’anni sono stato prima infilato di risulta nell’etere radiofonico e poi estromesso del tutto dal sistema", scrive Beha nell'introduzione al volume. "Non godendo neppure dell’alone di simpatia o di ammiccamenti di cui di solito gode un cabarettista, un comico, un dispensatore di satira: no, non sono più stato contemplato dall’establishment": fortuna che l'editore Avagliano abbia avuto voglia di tentare questo strano (e credo inedito) esperimento di ripescaggio, che rende giustizia alla verve e al talento di un grande giornalista d'assalto vittima di una odiosa congiura del silenzio. "Vi lancio una provocazione: se la domenica pomeriggio conducono il programma televisivo più seguito tre persone che hanno patteggiato una colpa, non potrei io patteggiare la mia innocenza e tornare in tv?", ci spiega Oliviero Beha. "Pensate che 10 anni fa con Radio Zorro facevo più ascolti di quanti non ne faccia ora Fiorello col suo giustamente famoso appuntamento radiofonico. Francamente è amche difficile se non impossibile capire a chi avrei pestato i piedi, capire come vengo percepito dal potere: qualche tempo fa mi è capitato - nello stesso giorno - di essere inserito dal Corriere della sera tra gli intellettuali di destra e dal Giornale tra gli intellettuali di sinistra. Mi ricordo una telefonata davvero imbarazzante del povero Franco Occhetto, che è prematuramente scomparso, e che era il responsabile di Feltrinelli all'epoca: "Senta Beha, lei è una persona perbene: ci faccia causa così possiamo ridarle 15.000 copie non copertinate che abbiamo in magazzino". Oppure Beppe Grillo, che mi disse: "Sbrigati a fare quello che fai alla radio nei locali" "E perché? Faccio già il giornalista" "Perché non te lo faranno più fare". Aveva ragione Grillo".

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