Troppo piombo

È una Parigi in attesa del Natale, pronta ad accogliere orde di turisti e ad affascinarli con le luci e la sua atmosfera, quella in cui Mordenti Alain e Leila vengono chiamati a casa di Thérèse Garcia, una giornalista di “Paris 24h” che durante la giornata ha bucato un tot di appuntamenti e non ha risposto al telefono, al punto una sua collega preoccupata è andata a cercarla a casa. Ma Thérèse non andrà più a nessun appuntamento, mai più. Qualcuno l’ha letteralmente massacrata di botte, per poi ucciderla spezzandole il collo. Stando a quello che ha ricostruito la Scientifica, l’assassino praticamente l’ha colpita mentre stava ancora aprendo la porta e poi ha continuato e continuato con una crudeltà inaudita, tenendola in piedi per colpirla meglio. Si è accanito a calci sulla zona genitale al punto che Delarche, il medico legale, non riesce a dire se sia ci stata anche una violenza sessuale. La rapina è esclusa – oltre che dalla violenza dell’aggressione – dal fatto che nel portafogli della donna ci sono 700 euro in contanti e nell’armadio viene ritrovata una trousse piena di gioielli. A rendere ancora più assurda la scena, undici paia di scarpe perfettamente allineate accanto al cadavere. Adesso si tratta di capire da dove iniziare per trovare l’assassino. Scandagliare la vita della vittima, i suoi amici, il suo lavoro. Cercare chi poteva avercela con lei al punto di massacrarla in quel modo. È la parte più difficile per chi investiga, le piste sono tutte ugualmente valide e vanno valutate tutte, una per una. Il commissario Le Normande è pressato dal direttore di “Paris 24h” – che per inciso è molto amico di un ministro – e preme sulla squadra per avere risultati…

Pandiani, classe ’56, grafico che ha iniziato la carriera come sceneggiatore di fumetti, dopo l’esordio con Les Italiens, supera brillantemente la prova del secondo romanzo con protagonisti seriali. In realtà sono solo alcuni di loro, due della squadra infatti sono stati uccisi nell’agguato con cui si è aperto il primo romanzo. Ma la vita va avanti, figuriamoci se si ferma il crimine e come è normale che sia i caduti sono stati sostituiti. I nuovi arrivati sono Leila Santoni e Didier Cofferati. Lei, di origine corsa, viene dal reparto motociclisti, lui, cugino di Alain, dalla polizia fluviale. Anche stavolta Pandiani non risparmia sul sangue versato e sulla violenza, ma ancora alleggerisce il tutto con la buona dose di sense of humour con cui farcisce i dialoghi di Mordenti e dei suoi compagni. Anche se siamo solo al secondo romanzo, le caratteristiche caratteriali di ognuno sono ben definite. Mordenti, per dire, oltre a fare egregiamente il poliziotto continua sulla sua carriera di tombeur de femmes. Che poi non si capisce bene se sia un accumulatore seriale di donne o un cacciatore di sentimenti ed emozioni, che fa passare attraverso il rapporto fisico. Il linguaggio, pur mantenendo il gergo e le “parolacce” del primo capitolo della saga, è un po’ meno esasperato, la trama complessa è abbastanza adrenalinica e c’è da rilevare che una delle capacità dimostrate dall’autore è quella di saper dosare i colpi di scena che si susseguono alternati da rari momenti di quiete.



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