Tu

Tu

Guinevere, per gli amici Beck, è brillante e sexy. Facile infatuarsene. A Joe è bastato vederla entrare nella libreria in cui lavora, cogliere il gesto delicato con cui ha accompagnato la porta per non farla sbattere, osservarla scrutare i libri con quel suo sorrisetto provocante e quel maglioncino beige con la scollatura a V a rivelare l'assenza di reggiseno. Quando arriva il momento di pagare, i due flirtano: solamente che per Beck si tratta di uno mero scambio malizioso, la norma per lei abituata da sempre a stuzzicare gli altri. Per Joe, al contrario, è la prova che la ragazza davanti a sè è la sua anima gemella. Lui lo ha già compreso, ora deve solo farlo capire a lei. Joe inizia ad elaborare un piano perverso per riuscirci. Innanzitutto, si tratta di entrare nella vita di Beck un passo alla volta, carpendo quante più informazioni possibili. Niente di più facile: memorizzato il cognome riportato sulla carta di credito usata per pagare i suoi acquisti, è un attimo scovare in Rete altri dettagli, comporre un quadro preciso di chi è Beck, dove vive, chi sono i suoi amici, quali sono i suoi più profondi desideri. Dopo di che, si tratta di eliminare qualsiasi cosa (e persona) osi ostacolarlo frapponendosi tra loro...

Tu si legge d'un fiato, in perenne stato di impaziente trepidazione. Pagina dopo pagina la tensione sale: sai che sta per succedere qualcosa di grosso, qualcosa di terribile, non sai immaginare però in quale sconvolgente epilogo culminerà l'ossessione, folle e lucida allo stesso tempo, che Joe manifesta nei confronti di Beck. Una ragazza per la quale non si simpatizza particolarmente: non è una vittima ingenua ma una giovane donna con del marciume occultato dietro quella sua facciata da gatta morta. A fine lettura, oltre all'inquietudine che i due protagonisti ti lasciano addosso, ti chiedi preoccupato quanto il web e i social media rivelino di noi, quante informazioni chi sa cercare e leggere tra le righe di un commento su Facebook o di un tweet possa cogliere di noi, fino a varcare quella soglia fragile e preziosa che chiamiamo privacy. Fino a irrompere, indesiderato, in quel sancta sanctorum che definiamo – forse illudendoci - intimità.



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