Turbine

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A un’ora di distanza da Berlino sorge il paese di Unterleuten, il cui nome in tedesco significa letteralmente “tra la gente”. Con le sue duecento anime questo piccolo centro abitato immerso in campi e distese di foreste sempreverdi è un luogo atavico e pacifico, lontano dalla frenesia berlinese… o almeno questa è l’idea che se ne sono fatti Gerhard e Jule Fließ, ex berlinesi che, lasciata alle spalle la carriera universitaria, si sono trasferiti in campagna con la figlioletta alla ricerca di una vita semplice e tranquilla. E come loro la pensano anche la giovane Linda Franzen, comportamentista equina, e il compagno programmatore di videogiochi Frederik, che hanno acquistato quella che tutti in paese chiamano “Villa Pippi Calzelunghe” e che, nonostante il nome spiritoso, si pensa porti sfortuna ai suoi inquilini. Quello che i nuovi arrivati non sanno però è che a Unterleuten pace e serenità dipendono dal rispetto di leggi non scritte, leggi fatte di amicizie, favori e rivalità che legano le famiglie che la abitano – in particolare quelle più influenti dei Gombrowski e dei Kron. Rispettivamente imprenditore agricolo e nostalgico comunista in pensione, Gombrowski e Kron sono animati da un antagonismo vecchio come la caduta della Repubblica Democratica Tedesca e che ha creato non pochi problemi al paese. Questi dissapori sembrano però sopiti, almeno fino al giorno in cui il sindaco Arne indice un’assemblea straordinaria per annunciare che Unterleuten è stata scelta per installare un gruppo di turbine eoliche…

Juli Zeh è scrittrice prolifica e affermata in Germania, ma un po’ meno in Italia, dove possiamo leggere tre dei suoi numerosi romanzi grazie a Fazi. Agli studi in giurisprudenza e diritto internazionale, la Zeh ha affiancato la formazione in scrittura creativa, raggiungendo ottimi risultati anche in termini di premi letterari. Turbine è il suo penultimo romanzo – il più recente è Neujahr, edito a settembre in Germania ‒ ed è un perfetto esempio del proverbio “non giudicare un libro dalla copertina”. A vedere quelle casette colorate ci si aspetterebbe infatti una storia frizzante, magari ironica, leggera nonostante le oltre 600 pagine, e si rimane invece sconvolti dalle ombre che Turbine racchiude. Il romanzo è lo spaccato sociale di una Germania rurale con cui non siamo abituati a confrontarci, segnata dagli strascichi dell’occupazione sovietica e dalla profonda difficoltà nello stare al passo con la modernità. Attraverso le voci di tanti protagonisti veniamo a conoscere le dinamiche interne al paese di Unterleuten – frutto della fantasia dell’autrice – e scopriamo che sono fatte per la maggior parte di ricatti, gesti efferati e prevaricazione sui più deboli. Non ci sono personaggi totalmente buoni in questa storia, così come non ci sono personaggi totalmente cattivi: come nella vita, ognuno persegue i propri obiettivi, crede in quella che pensa sia la verità e agisce di conseguenza. Capitalismo contro comunismo, campagna contro città, innovazione contro conservazione, giovani contro anziani, Zeh introduce tantissimi temi nella sua scrittura, eppure non sembra voler dare un giudizio definitivo. E su un libro tanto denso e complesso anche noi come lei decidiamo di sospendere il giudizio e ci limitiamo ad un consiglio: leggetelo.



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