Tutta colpa della crisi

Tutta colpa della crisi

Fare il cameriere comporta la necessità di una certa dose di pazienza davanti alle richieste, spesso pedanti e inutili, dei commensali che sembrano sfogare la propria frustrazione senza neanche lasciare la mancia per scusarsi. Andrea lo sa bene e quando scivola rovinosamente a terra sul pavimento bagnato del suo ristorante, pensa che una soluzione per ottenere un risarcimento a tre zeri potrebbe forse trovarla… Una coppia cammina per le viuzze del centro amoreggiando e parlando di gioielli con cui sigillare la propria unione. Improvvisamente, le strade vengono assalite da zombie che gettano nel panico gli astanti, causando vittime al loro passaggio e spargendo sangue sui marciapiedi immacolati. Siamo davvero alla resa dei conti finali o è semplicemente una delle tante imbarazzanti strategie di marketing?... Un uomo non riesce a sbarcare il lunario: la crisi ‒ o quello che passa per tale ‒ lo hanno reso disoccupato. I curriculum inviati a destra e manca non sortiscono alcun tipo di effetto. Cosa fare per sopravvivere? Trasformarsi, come ha fatto il personaggio principale di Breaking Bad? Diventare un criminale e fottersene di tutto? I suoi piani per il denaro facile però non sono ben calcolati e vengono messi a dura prova da una vittima che desidera, è il caso di dirlo, di essere carnefice… Uno studente squattrinato vaga in cerca di un’occupazione senza tanto successo: nessuno sembra volerlo ma lui ha fame. Quel poco che ha lo chiede a uno dei tanti bancomat della città. Non sa che quella macchina difettosa gli farà vivere uno dei giorni più belli della sua vita e, finalmente, lo farà sentire sazio…

“Tutta colpa della crisi”: la giustificazione che negli ultimi anni si offre per ogni tipo di problema economico o sociale. In questa affascinante raccolta di racconti di Alessandro Maria Artistico è l’ombra che si presenta costantemente dietro le esistenze narrate. Emblematico è il caso del racconto omonimo, in cui alla ricerca disperata di un lavoro fa eco un’altrettanto disperata rassegnazione a trovare espedienti per sopravvivere. L’ottimismo, certo, non pervade la narrazione, ma lascia spazio a un totale pragmatismo, perché la realtà non si può raccontare con inutili metafore ma con esempi veri, o verosimili – in questo caso venticinque, di lunghezza variabile ‒ di quello che accade quotidianamente. Le parole sono importanti e Artistico lo sa bene, centellinandole per ottenere un ritratto puntuale dell’umanità contemporanea anche in pochissime pagine (vedere, ad esempio, il Racconto breve). Come direbbe il protagonista di una serie televisiva americana, “L’essere umano è fottuto”, o con le parole dei Linkin Park riportate nell’epigrafe, è rotto, disfatto, da una società che lo vorrebbe silenzioso morto vivente trascinarsi da casa al lavoro e dal lavoro a casa come in uno sconclusionato flash mob. Il primo racconto, se da una parte non risulta essere il più riuscito perché presenta uno scenario al limite del post-apocalittico che un po’ si distacca dal tenore realistico degli altri, sottolinea dall’altra la necessità contemporanea di empatia come soluzione ad ogni difficoltà. Si sente il bisogno continuo di enfatizzare l’aspetto empatico di ogni relazione umana tanto da far immaginare all’autore un’arma/droga per comprendere al meglio chi abbiamo davanti.



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