Tutti ‒ Racconti dal sociale

Tutti ‒ Racconti dal sociale

Due mesi fa ha compiuto quaranta anni, per sopraggiunti limiti di età ha dovuto lasciare il lavoro. Ora, libero dal tempo, è confuso… Ormai sono ventiquattro anni che è nata la cooperativa Arcobaleno, tante le storie da raccontare e le persone straordinarie con il bisogno di riconoscersi… È sabato sera lei si rifiuta di uscire con i genitori e perfino con gli amici: vuole restare da sola, a casa, con il pc e facebook… Giorgio Telemaco è ingegnere idraulico, ma non ha mai dimenticato Livia, una bambina speciale, la più bella di tutte le compagne, e la lettera di licenziamento, però il problema non è aver perduto un lavoro che odia, ma ritrovarsi senza uno stipendio… Gli chiede se può accendersi una sigaretta, che in realtà è una canna. Lui è seduto sul letto sporco e pieno di briciole di tabacco e lei è un’operatrice in orario di servizio… Dio decide di avere un secondo figlio perché gli uomini rischiano di imparare a vivere senza Paradiso… Giulio aspetta il pranzo, dalla cucina arriva il familiare rumore di stoviglie, lui ama da sempre il buon cibo, tanto è che prima organizzava cene di qualità e ora… Tre anni fa Hama è partita dal Camerun per arrivare in Italia. Ora con lei ci sono le figlie di cinque anni e diciotto mesi e suo marito Tafari, il più bello del villaggio… Non può, non riesce a alzarsi, anzi non vuole alzarsi, anche oggi è un giorno senza di lei. Sul volto ha i segni di quello che è accaduto… Gli dicono che non può farsi carico dei pesi altrui, che deve trovarsi un lavoro vero, che poi questi immigrati chi sono?... Piove, freddo, umido, i colleghi aspettano un suo cenno per uscire con in camion e sfilare nel centro di Genova… Il CdA tre mesi prima ha deciso che bisognava fare in tutti i modi un “evento di parola”. Ora sono lì, come dimostrazione di potenza, di salute dell’organizzazione promotrice… Lui è messo in carcere per maltrattamenti e molestie alla moglie, afferma di essere innocente… È iniziato quando aveva quarantacinque anni senza che avesse la minima idea… Ha ottantasei anni, le gambe magrissime accavallate e avvolte in jeans ampi tenuti su da cintura griffata… Il padre sgozza con un colpo preciso il montone appeso. Rumore di passi, spari, urla. Un colpo di fucile e il padre non si rialza… L’ex clinica San Paolo di corso Peschiera è occupata abusivamente da trecento migranti, per lo più dal Corno d’Africa… Dopo la riunione in Prefettura per “emergenza profughi” prende l’ennesimo caffè nella speranza che… Il palloncino rosso si smarrisce nel cielo, viene sospinto dal vento gentile versi un olmo maestoso… È una donna di cinquant’anni, che dopo il divorzio non ha più una vita normale, va alla mensa della Caritas e… 20 novembre 2014: Renato arriva in residenza, è in fase di scarcerazione e senza fissa dimora… Il nuovo anno inizia e accanto ha finalmente qualcuno con cui dividere la sua passione, il suo impegno per gli altri… Lo stagista lentamente seleziona il file del comunicato stampa sulla campagna di raccolta fondi e invia il file ai contatti… Per alcune persone la vita è tagliata in due tra un prima e un dopo, come per Rino, all’anagrafe Rosario, che… La vita talvolta è proprio cattiva. Lei è nata piccola e carina, capelli rossi e occhi vispi. Il suo primo ricordo è…

Tutti. Racconti dal sociale è una raccolta di ventotto storie prodotte da chi opera nel sociale con la passione della scrittura, curata da Mario Flamigni. Ogni narrazione parte con l’identico incipit, tratto da Diario d’inverno di Paul Auster, dando vita poi però a racconti diversi per stile e per tematiche; in comune hanno l’urgenza di dare voce a realtà per lo più conosciute in maniera esclusiva dagli addetti ai lavori e da chi, suo malgrado, ne fa parte. Nel testo sono riportati piccoli assaggi di esperienze, di emozioni, ma soprattutto della cultura di chi opera nel sociale, un piccolo promemoria letterario che non nasconde le contraddizioni e le incoerenze di una professione altamente qualificata anche dalla creatività e dall’inventiva per far fronte alle carenze dei mezzi, alle variabili imponderabili delle relazioni. In alcuni racconti il punto di vista è dell’operatore, in altri è “dell’utente”, qualcuno usa la metafora, ma l’insieme variegato dell’espressione letteraria restituisce in maniera vivida lo sguardo acuto di chi combatte ogni giorno per sopravvivere e aiutare a vivere. È significativo scoprire che tanti operatori sociali nella vita privata si dedicano all’arte: scrittura, teatro, pittura… pare proprio che tutti i pesi altrui di cui si fanno quotidianamente carico siano lo stimolo per una rielaborazione artistica del vissuto.



 

 

 
 
 
 

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