Tutti i bambini perduti

Tutti i bambini perduti
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Jackson Brodie è un ex soldato, successivamente diventato anche ex poliziotto. Adesso è un investigatore privato alla ricerca dei genitori biologici di una cliente (o di se stesso?). Una ricerca che percorre lungo tutta l’Inghilterra, in compagnia di un piccolo, fedelissimo, cane, salvato da maltrattamento certo. Anche Tracy Waterhouse è una ex poliziotta, ormai uscita dal giro e completamente abbandonata al suo sovrappeso. Un’esistenza abbastanza monotona la sua, almeno finché, per un folle impulso, non decide di comprare (letteralmente) una bambina da una prostituta. Courtney, così si chiama la bambina, un piccolo essere sognatore che forse le insegnerà davvero ad amare. Un’impresa per Tracy che, ormai sull’orlo dei cinquant’anni, ha rinunciato non solo a una vita sentimentale regolare, ma anche a un barlume di procreazione. Tilly Squires invece è un’attrice decaduta che vive di ricordi o meglio sopravvive, alla giornata, continuamente vittima di un destino che si prende gioco di lei mettendola nel posto sbagliato (ovviamente) al momento sbagliato. Almeno secondo lei…

Jackson Brodie non è solo uno dei protagonisti di Tutti i bambini perduti, ma è la colonna portante di una saga che comprende altri tre titoli sempre firmati da Kate Atkinson: I casi dimenticati, Un colpo di fortuna, Aspettando buone notizie. Con il quarto capitolo Kate Atkinson dà un nuovo tono a quello che tradizionalmente riconosciamo come giallo tradizionale. Nel suo romanzo gli investigatori sono, sì, brillanti, ma fino a un certo punto. Jackson per esempio è un uomo appesantito dall’età e dalle vicissitudini della sua vita, tra cui qualche moglie e un paio di figli più o meno riconosciuti. La sua vita non è particolarmente ordinata e i suoi valori si allontanano abbondantemente da quelli del canonico investigatore brillante, scattante e impetuoso. Ecco: Jackson è tutt’altro che scattante, per esempio. Ma questo è solo un esempio di come Kate Atkinson ci sorprenda con un romanzo convenzionalmente ascritto al genere giallo/thriller, scardinando i personaggi tipici del genere stesso. Senza preavviso sentiamo (non solo leggiamo!) le voci di Jackson, Tracy e Tilly, che rappresentano i punti di vista di una stessa vicenda. Una vicenda che, c’è da dirlo, soprattutto all’inizio risulta particolarmente intricata. Ed ecco la forza di Kate Atkinson in questo romanzo: l’intreccio, a volte il caos, che è un po’ quello che si dipana nella testa dei protagonisti. È proprio questo il motivo per cui ciascuno di loro ci piacerà tanto. E piacerà tanto sapere ai più “nerd” e agli appassionati di serie TV che dai primi romanzi della saga di Kate Atkinson, che include anche Tutti i bambini perduti, la BBC abbia tratto una serie televisiva dal titolo Case Histories, attualmente alla prima stagione. Buon divertimento!



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