Tutti i racconti

Tutti i racconti

“Non esistono fondamenti per il dovere”. Con questo pensiero Daniel medita di lasciare il suo lavoro per intraprendere una vita da vagabondo: “la realizzazione di un desiderio lo uccide”. Per questo Daniel è un pericolo da evitare, perché incarna il nostro istinto inconsapevole di ribellarci. Fino a quel giorno lei non ci aveva pensato, la sua vita è stata dettata da certezze delle cose sicure. Ma realizzarsi è un’altra cosa, è il più alto e nobile obiettivo umano e non può essere soggetto a obblighi convenzionali. Siamo sicuri che questa libertà però sia anche sinonimo di felicità? Siamo sicuri che Daniel sia davvero felice?... E l’amore, è sempre amore o può diventare morte? È quello che succede a Xavier, bigamo impenitente fatto fuori dalle sue stesse amanti: perché soltanto loro potevano occuparsi della sua fine, solo loro lo amavano a tal punto da poterne partorire la fine. Così come può capitare che Maria das Dores resti incinta pur essendo ancora vergine e moglie di un uomo impotente: si replica il mistero del Gesù Salvatore?... Esistono anche le notti trascorse dopo un litigio a girarsi e rigirarsi, contare i minuti dopo la partenza di Jaime: l’ha investita con i suoi insulti, l’ha umiliata, l’ha fatta sentire una nullità. Tanto una nullità che adesso non può fare a meno di Jaime e della sua ottusa superbia… Alla fine però tutto ciò che si sente, per quanto bello, è destinato a finire, perché nulla è duraturo, come la fiammella in un camino: ogni passione è destinata a infiammare, ma anche a spegnersi per quanto ci si prodighi ad alimentare il fuoco…

I racconti di Clarice Lispector, scrittrice ucraina di origine ebraica rifugiatasi a Recife per quasi tutta la sua vita e per questo diventata una delle voci più singolari e apprezzate della letteratura brasiliana, ci introducono in un labirinto di suggestioni, immagini, digressioni che quasi ci stordisce. Fatichiamo a tenere il filo della discussione, a trovare un nesso non solo fra i vari racconti, recentemente pubblicati per la casa editrice Feltrinelli, ma anche all’interno dello stesso racconto, fra i personaggi che animano quei piccoli squarci narrativi. Sono frammenti di un esperimento artistico di difficile collocazione: sicuramente più vicina ai flussi di coscienza di Virginia Woolf e James Joyce che alle atmosfere soffocanti di Amado; più vicina alla letteratura esistenziale e allo stesso tempo surreale di Jorge Luis Borges che alla letteratura narrativa sudamericana. Clarice ha rappresentato nelle sue opere il suo personaggio reale, se stessa, da Vicino al cuore selvaggio fino all’ultimo Un soffio di vita. È una donna che indaga l’irrazionalità del razionale e che riporta tutto alle nostre sensazioni primordiali, per questo la narrazione si perde in mille rivoli fino ad appiccicarsi sulla pelle dei suoi personaggi e dunque dei lettori. Non è sempre una lettura avvincente nel senso che siamo rapiti con entusiasmo da quello che viene scritto, ma siamo sicuramente portati ad andare avanti per capire quale altra verità su noi stessi Clarice sarà in grado di dirci e di darci attraverso i suoi personaggi e le loro storie. Non sono mai letture banali, anche se volutamente sono raccontate con un tono medio, senza sussulti di lirismo. Ma sono letture necessarie e per questo quando avremo cominciato la prima storia, saremo portati a ignorare la mole del libro (più di 500 fittissime pagine) per arrivare alla parola fine e ricominciare daccapo.



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