Tutti i racconti

Tutti i racconti

Il droghiere Morris Lieberman, nonostante siano passati trent’anni, non ha ancora superato il trauma vissuto da ragazzino, l’orribile morte di un becchino ebreo ucciso dalla ruota di un carro lanciata contro di lui. In America la sua paura non è diminuita. Ascolta la radio e sente le notizie relative all’avanzata nazista in Francia, non riesce a nascondere neppure a suo figlio Leonard l’angoscia che lo divora… George Fisher, in balia della consueta insonnia, rimugina sui ricordi del passato, sul libro che sta leggendo e fantastica su una vita che non ha, ma vorrebbe, sulla possibilità di essere qualcun altro e potersi aprire… Sam Kaplan gestisce un alimentari sull’orlo del fallimento, la sua vita è stata vuota e miserabile e i continui rimproveri della moglie Ida non ne alleggeriscono il peso… Nel piccolo ristorante le ragazze sono scosse. La loro collega è morta a soli 28 anni per una banale operazione e ora nessuna vuole l’incarico di servire i suoi tavoli. Inoltre bisognerà avvisare il suo cliente più affezionato… Laban Goldman è animato da velleità intellettuali e frequenta la scuola serale di Brooklyn dove spesso discute dei pezzi che gli pubblicano i giornali. Peccato che a casa lo aspetti Emma, una moglie ignorante, piccola e tozza… I coniugi Sam e Sura sono in ansia per la loro misera drogheria di quartiere. Pare che il negozio accanto sia stato venduto a una ditta che lo trasformerà in una rivendita di generi alimentari ben più fornita della loro. Che fine faranno gli affari? Sam deve trovare una soluzione… Tommy Castelli si sente come marcire dentro, il negozio di dolci che gestisce è un supplizio, sua moglie Rosa brutta e detestabile. Rimpiange la vita che non ha avuto e sogna di fuggire. Un giorno entra nel negozietto una bimba pallida e timida… Feld, il ciabattino, osserva ogni giorno lo smilzo Max recarsi a lezione. Gli dispiace che, al contrario del giovanotto, sua figlia Miriam abbia rinunciato all’Università. Magari, se i due ragazzi si conoscessero… I coniugi Panessa, ormai anziani, confidano nell’acquisto di una piccola drogheria per provvedere alle loro necessità senza gravare sulle due figlie ormai sposate e poco inclini alla benevolenza verso i genitori. L’entusiasmo per l’attività li spinge a vendere a credito… Bessie, la moglie del fornaio Lieb, serve con concentrazione i numerosi clienti che fanno la fila per le pagnotte fragranti. Dietro la fila nota un uomo dall’aria inquieta e comincia a preoccuparsi… Edward Farr discende la buia scala del palazzo con circospezione. Dentro un sacchetto di carta cela un oggetto pesante con il quale ha commesso un omicidio e ora deve trovare un buon nascondiglio…

“Le storie ci accompagneranno finché esisterà l’uomo. Lo si capisce, in parte, dall’effetto che hanno sui bambini. Grazie alle storie i bambini capiscono che il mistero non li ucciderà. Grazie alle storie scoprono di avere un futuro”. Bernard Malamud nasce nel 1914 a Brooklyn da una coppia di ebrei russi immigrati in America alla ricerca di una vita migliore. Nei 55 racconti di questa corposa raccolta, sono proprio le speranze e le aspirazioni, per lo più disattese, delle famiglie ebree americane a trovare sfogo. Uomini giovani o meno, con attività commerciali al limite della bancarotta, insoddisfatti e depressi, incarnano l’archetipo dell’uomo ebreo naturalmente predisposto all’infelicità. Nel racconto Il barile magico il protagonista Leo trae consolazione alla propria condizione disperata, dalla constatazione che “lui era un ebreo e un ebreo deve soffrire”. Qualunque scelta o sforzo si faccia non vi è rimedio a un destino già scritto. L’opera comprende tutti i racconti scritti da Malamud dagli anni quaranta agli anni ottanta, fino a Il popolo. Vi sono vari racconti ambientati in Italia e altri dedicati all’arte, come la raccolta inerente al pittore Fidelman e i suoi turbamenti creativi e sentimentali. Inoltre sono presenti tre racconti finora inediti in Italia. L’ordine cronologico con cui sono presentati offre sia uno spaccato della società del periodo, sia l’evoluzione dei costumi e della mentalità ebraica. Dalle conseguenze della guerra, la fatica di trovare un equilibrio negli anni successivi al conflitto, fino al desiderio di libertà e felicità. Anche lo stile, più misurato nei primi racconti, diventa più schietto in seguito, con l’uso di termini crudi e con maggiori allusioni sessuali. I temi spaziano dai problemi matrimoniali, alla ricerca di una identità personale, dal viaggio alle difficoltà economiche, dal razzismo ai pregiudizi di classe. Malamud ha vinto il National Book Award nel 1959 proprio con Il barile magico, e col romanzo L’uomo di Kiev nel 1967. Con quest’ultimo ha vinto anche il Pulitzer per lo stesso anno. I racconti godono di una interessante introduzione scritta da Emanuele Trevi.



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