Tutti i racconti e i romanzi brevi

Tutti i racconti e i romanzi brevi

Due donne, note con il solo cognome Banford e March, gestiscono una fattoria. La Banford è più esile ma anche la più agiata, la March è invece più robusta e più squattrinata. Il loro impegno deve far fronte alla scarsa salute delle galline e alla loro indisponibilità ad andare a dormire all’ora legale. Ma il problema vero è una volpe che decima i loro animali… Lady Beveridge, personaggio filantropico e influente della politica inglese, durante la Prima guerra mondiale soffre la perdita dei due figli e del fratello. All’ospedale di Hurst Place è al capezzale dei moribondi, fra cui riconosce il conte boemo Johann Dionys Psanek, conosciuto nella primavera del 1914… Katherine Farquar è una quarantenne di prorompente femminilità, grazie alla quale imbambola gli occasionali facchini al momento di prendere in custodia i bagagli. È avvezza a laute mance, un po’ perché è spendacciona, un po’ perché vuole gratifica chi voglia davvero servirla… La signorina Mcleod gode di una consistente rendita materna, che le permette di sottrarsi alla tirannia paterna. Così, può godersi il corso di belle arti a Parigi e viaggi in tutto il mondo: Africa, Cina, Montagne rocciose, deserti dell’Arizona…

Con un’edizione impreziosita dalle introduzioni di Antonella de Zordo, già docente di Letteratura inglese all’Università di Firenze, l’editore Newton & Compton con questo storico “Mammuth” nei primi anni ’90 consentì al pubblico di allargare lo sguardo su quel sorprendente scrittore che è David H. Lawrence. Accanto ai romanzi brevi, che preludono non solo cronologicamente a L’amante di Lady Chatterley e che presentano già i caratteri della maturità letteraria dell’autore rispetto al realismo degli inizi con l’emergere di un personale e ben dosato simbolismo che fa da sfondo a tensioni irrisolte (come si evince da opere quali Amore tra i mucchi di fieno, ma anche e soprattutto L’uomo che amava le isole e L’uomo che era morto) compaiono i racconti che rivelano un Lawrence addirittura in scia con le narrazioni del soprannaturale psicologico di Henry James e comunque incline alla vena satirica e graffiante, come ad esempio nel racconto intitolato Cose. Scrittore irregolare e fuori dall’accademismo della cultura inglese a lui contemporanea, anche e forse soprattutto in queste opere più brevi Lawrence esprime il suo inconfondibile impeto letterario, quasi consapevolmente sprezzante dell’ossessione della perfezione formale, al contrario votato coraggiosamente a squarciare qua e là le tende immobili della realtà, per farne emergere gli elementi più vivi e travolgenti. Ecco perché la sua penna ricorda il piede turbolento del funambolico George Best, gloria anticonformista del Manchester United.



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