Tutto Sherlock Holmes

Tutto Sherlock Holmes
60 tra romanzi e racconti. Il cadavere di un uomo viene rinvenuto in una stanza illuminata da una candela rossa, senza alcun segno di violenza. Unici indizi, tracce di sangue di un'altra persona, una fede da donna e una scritta sul muro; la figlia di un ufficiale inglese di stanza in India scomparso 10 anni prima riceve una misteriosa lettera dal padre; il Re di Boemia denuncia di essere ricattato da un'avvenente attrice; Sherlock Holmes si mette sulle tracce di un misterioso intellettuale, il professor Moriarty, che è a capo di una fitta rete di organizzazioni criminali...
La presenza di un coppia ben assortita è il segreto del successo di molte opere letterarie, da La Divina Commedia all'avanspettacolo. Quella formata da un medico militare tutto d'un pezzo, John H. Watson, e un investigatore privato cocainomane, amante del violino e della logica, Sherlock Holmes, si è rivelata una delle più efficaci di sempre. La cautela di Watson (vero alter ego di Arthur Conan Doyle, e come lui medico militare in Crimea), il suo moralismo, la sua ingenuità investigativa, la sua morale borghese e la sua diffidenza nei confronti del progresso sono stratagemmi narrativi perfetti per mettere ancora più in evidenza le caratteristiche 'forti' del personaggio Sherlock Holmes. Sul finire dell'800 le tecniche investigative moderne sono agli albori e Holmes, macchina deduttiva figlia del Positivismo scientifico, incarna la fiducia in un mondo dominato dalla logica e dalla scienza. Ma la grandezza di Doyle sta nel non aver creato un eroe tutto d'un pezzo (malgrado alcuni processi deduttivi miracolosi abbiano del ridicolo talmente sono forzati ed implacabili), bensì un nevrotico, misogino, misterioso tossicodipendente con la passione della giustizia. Lette una dopo l'altra, malgrado la presenza di perle come "Il segno dei quattro" e "Il mastino dei Baskerville", le storie di Doyle mostrano uno schema ripetitivo, che se da una parte ne ha decretato il successo planetario dall'altra ne costituisce anche un limite. Del resto Doyle non amava Holmes (o almeno si trattava di un amore tormentato, della serie "Can't live with or without you"), tanto che ebbe a scrivere ad un amico: "Ho avuto una tale overdose di lui che mi sento come davanti ad un pâte de foie gras: una volta mi è capitato di farne una scorpacciata, e ora anche solo a sentirlo nominare mi sento male". La reiterazione di una formula vincente, effettuata peraltro almeno in parte controvoglia, lascia il sospetto di una mera operazione commerciale, ma in fondo a caval donato non si guarda in bocca, e si tratta pur sempre di avventura poliziesca classica della miglior qualità.L'edizione Newton Compton (nella collana dei Mammut) ha dalla sua le virtù della completezza e del rigore cronologico: forse si sarebbe potuto salire di qualche euro col prezzo e inserire una rilegatura rigida per rendere più agevole la lettura (un volume di grande formato di quasi 1300 pagine in brossura tende - per colpa della forza di gravità - a comportarsi come un elenco telefonico, e quindi a piegarsi dispettosamente durante la lettura).

 

 

 

 
 
 
 
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