Ultima la luce

Ultima la luce

«Acqua, luce: era la vecchia litania che gli aveva insegnato suo padre per tenere il ritmo della respirazione. “L’importante però è finire con l’acqua... ultima la luce” era solito aggiungere ridendo»… Ivano si è lasciato convincere dal fratello a tornare nella piscina di quando erano piccoli. Gli piace nuotare a rana, aprire gli occhi sott’acqua. Quella era stata una delle giornate più belle della sua vita. Sessantotto anni, ingegnere milanese in pensione, un borghese concreto e saldo come ce ne sono tanti. La sua vita l’ha costruita solida e stabile come uno dei suoi progetti, aiutato da Sofia, la moglie che ora sta perdendo. Ed è solo quando Sofia muore che Ivano decide di compiere finalmente quel viaggio che la moglie tante volte gli aveva chiesto di fare: raggiungere suo fratello a Santo Domingo, il buen retiro in cui ricchi occidentali come lui avevano scelto di vivere dopo i ruggenti anni Ottanta…

Se qualcosa nella superficie perfetta delle nostre vite si incrina, se la crepa, dapprima piccola, si apre fino a squarciare il velo davanti ai nostri occhi, se la realtà ci costringe a mettere in dubbio tutto quello in cui abbiamo sempre creduto, i valori che abbiamo sempre deciso di rispettare e di porre a salvaguardia delle nostre scelte. Se la vita ci costringe a ripercorrere il passato fornendoci di esso una lettura del tutto nuova. Se tutto questo dovesse accadere, i nostri argini reggerebbero alla piena, oppure ci lasceremmo travolgere dall’acqua? Gaia Manzini affida alla sua scrittura pulita, luminosa, buona, il compito di raccontarci una storia e a un personaggio assente il ruolo più forte del romanzo: Sofia sparisce dalle pagine del libro all’inizio, eppure resta lei la protagonista, con il suo mistero, il suo sacrificio, il suo anticonformismo abbandonato per interpretare il ruolo di moglie perfetta, custode della casa ma inafferrabile per Ivano, l’uomo che la ama, e Anna, la figlia che non si sentirà mai riconosciuta. Gaia Manzini le dedica questo libro e lascia che di lei parlino, svelandola, quelli che restano, persone e oggetti, perché nonostante tutto, nonostante l’imponderabile che arriva e mette a soqquadro una vita intera, chi resta deve uscire dall’acqua. Ultima la luce.



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