Ultimo piano (o porno totale)

Ultimo piano (o porno totale)

Frank Spiegelmann è alto un metro e quarantasei, rossiccio, pressoché calvo, grasso, flaccido, col naso a patata, la bocca sottile e gli occhi da gatto malato. È il proprietario, tra l’altro, della più grande casa di produzione pornografica della Federazione Europea, con sede a Varsavia in uno scintillante palazzo di cinquanta piani, tutti suoi. Tra le sue attrici c’è Claude, una ragazza che vuole diventare uno strumento che soddisfi le fantasie di chiunque. Il suo miglior regista, un artista vero e proprio, è Claude, fratello di Claude, laureato in filosofia, che vive sin dall’infanzia ogni cosa con distacco e gli fa guadagnare milioni su milioni. E questo a Frank basta, almeno fin quando non decide di vederci un po’ più chiaro…

Straniante perché sfugge a una classificazione di genere, il libro di D’Isa scorre via talmente rapido mentre lo si legge che ci si ritrova poi a dispiacersi del fatto che sia già finito. Imbevuto di una ironia formidabile che non guarda in faccia nessuno, è una chirurgica satira con basi filosofiche poderose e riferimenti letterari altissimi – in primis Orwell – del mondo, del consumismo, dei modelli economici, sociali e culturali più in voga, degli individui, uomini e donne. Tutti diversi, ma tutti di base replicanti in serie dello stesso esemplare, in continuo movimento per non andare da nessuna parte, chiusi in un grattacielo che diventa il loro universo distopico ed erotico (ma nemmeno poi tanto) e al tempo stesso una prigione in cui si illudono di essere liberi.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER