Ultimo viene il corvo

Ultimo viene il corvo
Un giovane partigiano di Oneglia viene rinchiuso in caserma con un contingente di militari nazifascisti. L’attesa per il trasferimento lo rode di dentro e fa incupire il ragazzo, tanto che a tratti sembra non sopportare più la reclusione forzata e pare impazzire dentro le mura opprimenti delle camerate. Uno spiraglio si accende quando scopre che il soldato veneto che lo scorta potrebbe aiutarlo a scappare verso la libertà... Un albergo viene degradato a caserma e a carcere per detenuti politici. Qui i prigionieri aspettano di essere giustiziati o di ritornare alle loro famiglie, che li aspettano con trepidazione all’esterno. Diego non ha nessuno da aspettare, mentre l’amico Michele non si dà pace dopo che il giovane Pelle-di-biscia li ha venduti ai nazisti... Quinto è un nobile che frequenta il liceo. Una sera il padre fa accomodare in casa il pastore che guarda le capre della famiglia. Il ragazzo non capisce come il pastore possa voler evitare il servizio militare obbligatorio... Binda è la staffetta del primo battaglione, conosce come le sue tasche la valle, i boschi e i sentieri intorno a San Faustino, suo paese natale. Gund è il tedesco che lo insegue, il suo incubo peggiore nella notte attraverso i campi minati...
Trenta racconti brevi scritti tra l’estate del 1945 e la primavera del 1949 da un Italo Calvino che ha ancora nelle vene il calore della guerra, degli appostamenti dei partigiani e delle lunghe notti passate sperando nella fine del conflitto che ha segnato la sua generazione. In bilico tra passione e minimalismo, tra razionalità e anima, questi racconti ci mostrano in brevi flash le molteplici esperienze che hanno contribuito a costruire una delle più feconde accolite di scrittori della narrativa italiana di sempre. Il neorealismo sperimentato magistralmente in seguito ne Il sentiero dei nidi di ragno (opera in cui verrà anche ripreso il personaggio del Dritto che qui compare nel racconto "Furto in una pasticceria") viene sezionato e amplificato nella dimensione di un realismo visionario che in molte pagine è arricchito di magico. Sembra quasi che le terribili vicende del conflitto siano un grande trompe l'œil su cui vengono dipinti i personaggi e gli individui che si avvicendano in questi racconti; lo stesso Calvino aveva escluso da una edizione successiva alla prima i tre racconti più ‘politici’, come a voler staccarsi dal diario dei ricordi personali per approdare al classico. Una raccolta di piccoli gioielli senza tempo.

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