Un’ottima spiegazione

Un’ottima spiegazione
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Enid è ormai una anziana donna che vive in una casa di riposo. Non le rimane più niente se non il suo odio, una rabbia latente, un dolore ossessivo, un senso di colpa incolmabile. Ogni settimana riceve la visita di sua figlia, Finetta: verso di lei Enid non ha mai provato un vero e proprio amore, solo un po’ di affetto. Le persone che ha davvero amato sono altre: il padre, il fratello e Ian, il suo prediletto figlio maschio. L’amore verso lui era smisurato, quasi paralizzante. Lui era il simbolo del suo sacrificio: dare un erede maschio per garantire la trasmissione del patrimonio della sua famiglia. Ma Enid non è riuscita a combattere per lui: infatti quando era molto piccolo glielo hanno portato via, impedendole di fargli da madre. La colpa è stata di sua sorella Joan, da sempre invidiosa della vita di Enid e del rapporto complice instauratosi tra lei e il padre. I ricordi della sua giovinezza invadono la mente dell’anziana signora: dov’è ora Joan? Perché le ha causato tanto dolore? E, soprattutto dov’è Ian? Quando era una giovane ragazza, Enid si è sempre sentita sola nell’ affrontare i momenti difficili della sua vita: l’amato padre e il fratello erano morti da tempo, la madre aveva un carattere freddo e cinico e Douglas, il marito, era un uomo inetto che passava gran parte delle sue giornate fuori casa insieme all’amante. La fede e la sua comunità cristiano-scientista sono state le uniche ancore di salvezza durante l’apice della sua disperazione...

La storia è ambientata negli anni Venti del Novecento e affronta un tema tanto delicato quanto ignorato in questo periodo storico: la depressione post partum. Enid è una madre fragile, divisa costantemente tra l’amore per i suoi figli e il desiderio impellente di libertà. La donna si sente intrappolata in una vita fatta di apparenze, errori ma soprattutto di doveri sociali. L’unico compito della sua vita è quello di partorire un figlio maschio che possa essere nominato come erede del patrimonio di famiglia. Il suo personale fallimento è segnato dalle prime gravidanze in cui Enid dà alla luce due figli che o per sesso o per infermità, risultano essere inadatti a ricevere l’eredità. Poi viene il riscatto e la donna riesce a partorire il tanto atteso maschio. Tuttavia, questo evento porta Enid ad un crollo psico-fisico causato sia dall’eccessivo carico di aspettative, accumulato nel corso degli anni, proiettate nei suoi confronti dai suoi familiari, sia da una mancata condizione di emancipazione che la porta ad una inevitabile infelicità. Ma questo suo atteggiamento non viene compreso: al contrario viene accusata di essere una pessima madre, incapace di svolgere un compito naturale per ogni donna. Un’ottima spiegazione è un romanzo basato su una storia vera che coinvolge proprio Eleanor Anstruther. Esaminando le lettere e le foto di famiglia, i referti medici, i documenti legali e ascoltando i racconti paterni, l’autrice riporta le vicende tribolate della vita di sua nonna. Quest’ultima venne infatti trascinata in tribunale dalla sua stessa famiglia per decidere in merito alla custodia del figlio, il padre della Anstruther che, in questo contesto, si presenta come la vera vittima di intrighi di famiglia volti alla gestione del patrimonio. Inoltre raccontando questa storia l’autrice intende rendere giustizia a Enid, mostrando i segni tangibili della sua sofferenza.



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