Un adulterio

Un adulterio

È un sabato di settembre e la stagione estiva vive i suoi ultimi giorni. Erri e Clementina hanno preso un aliscafo per raggiungere l’isola in cui trascorreranno il weekend. Si sono conosciuti tre settimane prima, durante una festa di fine agosto, ed è subito scattato qualcosa, una passione irrefrenabile. E ora hanno deciso, per la prima volta, di passare un paio di giorni insieme, lontano da tutto e da tutti. Erri ha trentasette anni, una moglie e due figlie; Clementina ne ha ventinove e dieci mesi prima ha messo al mondo il suo primo figlio: hanno un’esistenza appagante, serena; i loro matrimoni vanno a gonfie vele ma da quando si sono conosciuti non hanno saputo resistere all’impulso di vedersi, di inventare scuse con i loro coniugi. Di tradire. Così, su quell’isola, il tempo sembra fermarsi: il mare, il sole, le gite in barca, il fare l’amore (o semplicemente scopare?) in ogni luogo e in ogni modo; dimenticarsi che al di fuori di quella bolla d’aria – un’esistenza parallela che è destinata a bruciare, a consumarsi – hanno una vita alla quale tornare, un lavoro, i figli, i rispettivi consorti di cui, nonostante tutto, sono innamorati e ai quali non vogliono rinunciare. E alla fine di quei due giorni e due notti da sogno, avvolti da un’aura speciale e immota, dovranno fare i conti con la realtà e la quotidianità, e ciò che hanno vissuto entrerà a far parte della dimensione del ricordo…

Dopo il romanzo-fiume di 1300 pagine La scuola cattolica, Premio Strega nel 2016, Edoardo Albinati, scrittore romano e insegnante al carcere di Rebibbia, torna con un’opera strutturalmente opposta: Un adulterio è infatti un romanzo breve (o un racconto lungo) di 128 pagine, il cui fulcro sta tutto nell’hic et nunc vissuto dai due protagonisti, Erri e Clementina. “Mentire, tradire, ingannare, non farsi bastare la vita, perché?”. Una storia d’amore che si accende e brucia in un lasso di tempo troppo breve per far sì che le domande trovino una risposta adeguata: Erri e Clem (sarà lui il primo a chiamarla in quel modo) vivono due giorni di passione, si consumano l’uno con (e dentro) l’altra, consapevoli che le loro azioni hanno qualcosa di sbagliato, di proibito, perché oltre il mare, il confine naturale dell’isola che li separa dalle loro esistenze reali, hanno un universo al quale fare ritorno, una dimensione, una parvenza borghese alla quale non possono e non vogliono rinunciare. Sta tutto nel titolo, il significato del romanzo: in quell’articolo indeterminativo che cambia totalmente la prospettiva. Quello raccontato da Albinati, attraverso una scrittura sempre controllata e senza sbavature, non è l’adulterio per antonomasia (quello di Paolo e Francesca, per capirsi), ma è un tradimento qualsiasi, che accade a due individui le cui vite s’incrociano per caso, consapevoli (o meglio, Clementina lo è, mentre Erri non vuole arrendersi all’ineluttabile piega che il loro rapporto prenderà una volta toccato terra) che la loro felicità ha i minuti contati. Un adulterio è un romanzo sincero, che racconta e descrive, interrogandosi sulle occasioni della vita: sensuale, doloroso, costruito per frammenti, per fotogrammi che appaiono immoti sprigionando al contempo una grande forza le cui radici affondano nel potere dirompente della parola. Nella dimensione intima, nascosta e dolente del desiderio.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER