Un altro futuro

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Tommaso è un quarantenne in pessima forma fisica, che va avanti a psicofarmaci per calmare la sua ansia ed anfetamine per trovare lo forza di andare avanti. Ha il conto in banca e la carta di credito bloccati per colpa dei mancati pagamenti dell’amministrazione di “Art Design 2.0”, la rivista su cui scrive, che peraltro – vista la devastante crisi economica generale – sta per chiudere. Oltre al suo “quasi lavoro” l’uomo ha anche una “quasi fidanzata”, Tiziana, una giovane attrice teatrale di belle speranze con la quale intrattiene una relazione più virtuale che reale. Tommaso ormai ogni notte vive in sogno una realtà alternativa in cui la Terra, colpita da un asteroide, è entrata in una nuova glaciazione e la Roma abitata dal suo Io sognante è una città diroccata che attende la nevicata che le darà il colpo di grazia… 2081. Makoto Takawa è un fisico affermato, Premio Nobel per i suoi pionieristici e geniali esperimenti sul viaggio nel tempo. Fino a quel momento solo piccoli oggetti sono stati trasportati nel passato, ma Makoto ha deciso di tentare lui stesso di tornare indietro nel tempo: è ossessionato infatti da sempre dall’idea di impedire che la sua famiglia sia sterminata dallo tsunami del 2011 a Fukushima. Di nascosto si introduce a tarda sera nell’Istituto dove lavora e dove è conservata la macchina del tempo e torna al 2011. È il 10 marzo, la vigilia della catastrofe: lo scienziato compone al telefono il numero della sua casa di allora, gli risponde lui stesso bambino, Makoto chiede a se stesso di passargli il padre… Giugno 1861. Sono bastati pochi anni e il corpo biomeccanico di Camilo Benso, Conte di Cavour, è già allo stremo. Lo scheletro di bambù ricoperto da masse muscolari di fibra vegetale e animale si è deteriorato irreparabilmente, per non parlare del sistema nervoso centrale con le sue valvole termoioniche delicatissime. Il Conte sta morendo, ancora una volta va sostituito con un nuovo automa, mantenendo il segreto…

Luigi Milani, vecchia volpe dell’underground editoriale italiano e appassionato esploratore da sempre dell’inquietante e del soprannaturale in letteratura, si cimenta per le vivaci Edizioni Scudo di Giorgio Sangiorgi (qui anche illustratore) nella sua prima antologia di racconti science-fiction. Un’antologia omogenea per quanto riguarda il genere letterario, ma eterogenea e cangiante per quanto riguarda i temi, le storie, i sapori. In questo “almanacco delle possibilità” – accanto a racconti meno riusciti come Troppe foglie, Marea nera o Azione decisiva – risaltano una serie di ottime idee che non si può fare a meno di desiderare che vengano sviluppate più compiutamente, magari sulla distanza lunga di un romanzo: lo steampunk “sabaudo” de La morte del conte, la distopia robotica che sarebbe piaciuta a Philip K. Dick de Il funambolo e di H.H., l’ucronia sensuale de Il sogno di Marlene. Delizioso anche l’omaggio alla mitica miniserie a fumetti Gli Eterni di Jack Kirby.



 

 

 

 
 
 
 

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