Un artista del mondo fluttuante

Un artista del mondo fluttuante
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Masuji Ono ricorda con orgoglio e malinconia il giorno in cui le figlie del grande Akira Sugimura, di famiglia antica ma in difficoltà economica, si sono presentate alla sua porta, pronte a offrirgli la partecipazione alla prestigiosa asta durante la quale avrebbero messo in vendita la villa paterna. Villa che Ono, spinto dalla moglie, aveva adocchiato in previsione di cambiare casa per migliorare il proprio status al fine di garantire alle figlie un matrimonio adeguato. Essere un artista, un pittore apprezzato, faceva di lui un candidato stimabile e la falsa modestia che ostentava all’epoca veniva rimproverata sul nascere. Poi la guerra è scoppiata e tutto è mutato. La casa è stata danneggiata e con fatica e i pochi mezzi a disposizione si è riusciti a ricostruirla in parte. Ed è proprio durante una bella giornata di sole che Ono ospita le figlie e il nipotino Ichiro a cui tenta di insegnare a disegnare. La memoria rincorre con nostalgia i tempi migliori della sua vita, quando i suoi studenti si rivolgevano a lui con deferenza, i complimenti per la sua arte erano innumerevoli, le serate trascorse al locale della signora Kawakami circondato dalla stima e dall’affetto dei suoi accoliti un appuntamento fisso. Ora che gli anni sono passati e la sua gloria è in macerie, come le dimore della città, i suoi interessi sono mutati, la grande casa da sistemare e le figlie, di cui una ancora da accasare, impegnano i suoi pensieri, lo distolgono dal passato almeno in parte. Eppure è così difficile non crogiolarsi nella memoria degli anni della fama, vanità e decadenza danzano assieme nella mente dell’anziano pittore…

Il romanzo di Kazuo Ishiguro, pubblicato in Giappone nel 1986, è stato tradotto in Italia col titolo Un artista del mondo effimero e in seguito ristampato col titolo Un artista del mondo fluttuante. Ono, artista rinomato, subisce il crollo della propria reputazione, al punto da avere difficoltà a trovare marito alla sua seconda figlia. Le sue scelte durante la seconda guerra mondiale, convenienti sul momento, lo hanno segnato agli occhi dei suoi colleghi e amici, danneggiandone l’immagine, eppure il vecchio non comprende la rabbia e il disprezzo nei suoi confronti o verso chi come lui ha agito per quello che ha ritenuto essere l’interesse dello Stato, costato un enorme sacrificio di vite umane, incluso suo figlio Kenji. La mente di Ono è come cristallizzata e l’uomo sembra un estraneo nel mondo in cui si trova a vivere dopo la guerra. Il suo rifugio è costituito dalla memoria dei tempi giovanili, ora che le figlie gli si rivolgono come a un vecchio impacciato bisognoso di assistenza, le persone che conosceva lo schivano, l’influenza con cui poteva ottenere favori e benefici per i suoi amici è svanita, persino i suoi quadri sono relegati chissà dove e nessuno li desidera. L’unica realtà per l’artista è l’idealizzazione di sé stesso, egli vive con ostinazione e non riesce a fare i conti con le proprie responsabilità, non le percepisce, non comprende il chiacchiericcio alle sue spalle, i mancati inchini, il biasimo del genero, l’impertinenza del nipotino, i sorrisi imbarazzati. La grandezza è consumata, divorata dall’opportunità, per tutti tranne che per l’artista che osserva la propria immagine con lo sguardo del giovane ambizioso che era. Un percorso difficile quello narrato da Ishiguro attraverso gli occhi di Ono, uno spaccato sociale del Giappone nei primi anni post bellici, con il peso economico e psicologico che gli eventi ebbero sulla popolazione, spingendo la cultura nipponica verso la modernità. Un periodo di transizione culturale. Non tutti sono pronti ad accettare il cambiamento e la vita spesso corre più in fretta del passo di un vecchio.



 

 

 

 
 
 
 

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