Un assassino di troppo

Un assassino di troppo
Nel piccolo paese di Anderslöv, nella Svezia meridionale, dove il più grave fatto di cronaca degli ultimi anni è stata l'invasione di campo da parte di un cane durante una partita di calcio, una tranquilla single quarantenne scompare senza lasciare traccia. Apparentemente un mistero, se non fosse che la donna conosceva un certo Folke Bengtsson, arrestato dieci anni prima per un omicidio a sfondo sessuale e trasferitosi ad Anderslöv appena rilasciato. Per indagare più a fondo sull'individuo vengono chiamati da Stoccolma i detective che lo avevano arrestato la prima volta, il laconico Beck, che ha un matrimonio fallito alle spalle, e il malinconico Kollberg, che rifiuta di girare armato da quando ha ucciso un giovane collega per errore. I due poliziotti 'cittadini' si trovano in un ambiente diverso da quello nel quale lavorano di solito, con altre leggi da seguire e altri linguaggi da decrittare. Ciononostante si rendono conto subito che la soluzione Bengtsson potrebbe essere troppo semplicistica...
La serie dedicata a Martin Beck è un vero classico della letteratura gialla scandinava. Sfido chiunque ad accorgersi che il romanzo è stato scritto nel 1974: stile attualissimo, meccanismo narrativo collaudato, critica sociale, vena esistenzialista. Un esempio perfetto della crime-story dell'estremo nord Europa che abbiamo imparato ad amare negli ultimi anni. I coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö hanno creato Beck nel 1965: Un assassino di troppo è il penultimo romanzo della saga, che conta 10 episodi in 10 anni (la serie si è interrotta nel 1975 dopo la scomparsa di Per Wahlöö), ma è solo il secondo ad essere pubblicato in Italia. Si tratta del capitolo più amaro, più denso di critiche verso la Svezia alla deriva dei primi anni '70 e verso l'essenza stessa della missione delle forze dell'ordine. Un magnifico, gelido noir: 2 di 10, speriamo.

 

 

 
 
 
 
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