Un cappello pieno di ciliege

Un cappello pieno di ciliege
New York, 2006. Oriana si accorge che la sua malattia si è aggravata, ripensa al passato, alle persone della sua famiglia che l'anno preceduta. Ora che il tempo le sfugge di mano, sente il bisogno d'individuare le tracce dei propri cromosomi tra i suoi antenati, di trovare "le risposte con le quali sarebbe giusto morire" . La cassapanca del cinquecento, che conteneva due secoli di tesori di famiglia, cimeli storici degni di un museo, è andata distrutta in un bombardamento del 1944. Non ha più parenti a cui poter chiedere, solo il ricordo della voce divertita e ironica del padre e quella appassionata e pietosa della madre, che le parlano di date, di luoghi, di gesta epiche...1773, colline del Chianti. Il bisnonno del nonno paterno di Oriana, è Carlo Fallaci "un bel biondino dagli occhi azzurri e il cervello vispo" basso di statura e tuttavia Rubacuori vanesio. Ha imparato a leggere e scrivere con don Luzi, sebbene il babbo Luca si sia opposto con forza, perchè queste cose, ai contadini, non servono, anzi a leggere "gli vengono le idee, le voglie e il mondo è già troppo afflitto dalle tentazioni". Infatti, quando compie vent'anni, Carlo decide di andare all'altro capo del mondo, in Virginia, nelle lontane Americhe, nelle terre del signor Jefferson, per insegnare a coltivare l'olivo e la vite. Prepara la sacca e ci mette dentro anche la sua biblioteca di ben nove libri. Parte a piedi da Vitigliano di Sotto, a un quarto a mezzanotte, perchè ci vogliono dieci ore di cammino per raggiungere Firenze, se ci si ferma solo un paio di volte, e lui vuole avere il tempo di dare uno sguardo alla città che non ha mai visto, ma sul brigantino inglese Triumph, ancorato al porto di Livorno...
Un racconto spontaneo, l‘ultimo lavoro di Oriana Fallaci - pubblicato postumo - nel quale la giornalista non nasconde l'ammirazione o lo sgomento per le fortune, e più spesso per gli errori, dei suoi progenitori. Vite ricostruite e narrate con infinito e delicato amore, che sono condizionate dai grandi eventi storici. Si viaggia nel tempo dal 1773 al 1889, seguendo insieme le vicende delle famiglie dei nonni paterni e materni, e quelle dei personaggi della storia: Napoleone, Garibaldi, Mazzini,Vittorio Emanuele II, Pio IX, senza la pesantezza dei libri di testo, come la racconterebbe chi l'ha vissute sulla propria pelle, con precisione e dettagli drammatici; così, attraverso gli occhi degli umili, i personaggi studiati a scuola vengono familiarmente ribattezzati: re Tentenna, il Nappa, il Babbo, l'Innominato, i nuvoloni. Si viaggia nel mondo, dalle colline del Chianti all'America, passando dalla Spagna, dalla Polonia, attraversando Livorno, Torino, Pisa, Venezia, Rimini e Cesena. Si ripercorrono le tappe del progresso tecnologico, dell’analfabetismo e della sete di sapere, del passaggio dalla vita settecentesca, rude e povera, alle comodità del novecento. È la narrazione d'incredibili storie d'amore, che spezzano il cuore. Un grande e vivido affresco, popolato da personaggi straordinari: donne dal carattere forte e meravigliosamente combattivo, uomini pieni di energia, di rabbia e di orgoglio (!). Lo sfondo storico non stanca, anzi accende il desiderio di riscoprire i molti eventi risorgimentali, spesso dimenticati o confusi. La documentazione minuziosa e dettagliata, lo studio accurato degli usi e costumi di ogni epoca, della realtà agricola e di quella urbana, permettono al lettore di essere sempre dentro il racconto e insieme d'immaginare Oriana, che per anni, in giro per il mondo, rubando il tempo a un’intervista, a una conferenza, segue una traccia, un semplice indizio e scopre uno dei tanti luoghi delle sue origini.Tuttavia non sono i documenti a parlare, sono il cuore e il bisogno di dar vita al suo "bambino", che trasmetterà i suoi geni attraverso le parole scritte, scritte in linguaggio fluido, pulito, vivace, potente, ma anche confidenziale. Entra nell'anima con le riflessioni intime sul dolore, sulla vita e sulla morte, sull'attesa della sua morte, diverte la narrazione ironica e acuta, che rende memorabili e irresistibili alcuni personaggi. Si soffre l'assenza di quella parte che la Fallaci non potrà più raccontare, relativa ai suoi genitori e alla sua infanzia. Molte delle ultime pagine sono rimaste scritte a mano, ci sono alcune piccole incongruenze, che le note di edizione citano per correttezza, ma veramente poca cosa. Un libro che sorprende, emoziona e coinvolge, da gustare parola per parola, senza fretta, assaporandolo come  un buon vino di uve pregiate.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER