Un comunista in mutande

Un comunista in mutande
D’estate a Burzaco quelli che possono se ne vanno in piscina, quando la scuola finisce. Un’occasione per sfuggire alla canicola nuotando e chiacchierando sdraiati in cerchio. Ciascuna delle amichette ha un suo punto di vista sulla vita, sulla storia della città e del Paese, sul mondo. Tutte tranne lei: tanto Mónica è chiacchierona e prodiga di opinioni, tanto lei è silenziosa e schiva. Il sospetto che le idee di casa sua non siano del tutto normali, quindi accettabili, si fa sempre più opprimente. È il padre, in verità, il suo grande cruccio: perché non è rimasto in banca quando poteva? Ha dovuto ricominciare tutto daccapo, aveva una posizione, un tenore di vita. Poi ha mollato tutto, lui è fatto così, ce l’ha col mondo intero. Di quando in quando, in questo mondo così odiato ricade anche la figlia. Poi quella parola, “comunista”, prima sussurrata, poi presagio di sciagure, e la parata per la festa della bandiera, il mondo che cambia, la dittatura militare, i turboventilatori...
Il rapporto tra figlia e padre, che meraviglia. Quel complesso di Edipo non ancora affrontato, la soggezione, il rispetto, l’amore sconfinato, la gelosia. Dall’altra parte, appena fuori la porta di casa, tutto un altro mondo fatto di amicizie adolescenziali, confronti, identità, accettazione. Questo romanzo è pieno di immagini splendide: quella della bilancia per esempio, su cui pesare il mondo da un lato e papà dall’altro. Oppure quella del comunista in mutande, più velleitario idealista che bombarolo attivista. A chiudere con quella della parata, dove finalmente i due mondi ideali in cui la protagonista vive trovano la loro conciliazione. C’è anche la storia, nel romanzo, quella dura della dittatura militare argentina post Isabelita Perón, con le rappresaglie, gli interrogatori. Però, come solo la letteratura sa fare, il quadro è lieve, dipinto dalla mente di una ragazzina di tredici anni, che in mezzo alle evocate sciagure del suo Paese ha un problema molto più importante: farsi amare dal padre.

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