Un elefante in sala d’attesa

La dottoressa Ollivet-Courtois ha fatto l’abitudine a ricevere le telefonate più strane. Se una tartaruga non vuole andare in letargo, un’elefantessa zoppica, un cammello ha mal di denti, un orso va catturato o un rinoceronte va trasferito, in Francia è spesso lei che chiamano e lei, come ogni medico veterinario libero professionista esperto in fauna selvatica ed esotica ben sa, prepara la sua attrezzatura e parte. In macchina, in aereo, in treno, con o senza suo marito Marc, vigile del fuoco esperto in salvataggio di animali. Di giorno, di notte, di domenica, il giorno di Natale mentre è in procinto di partecipare al tradizionale pranzo con la famiglia, le possibilità di rimandare sono pressoché inesistenti, quando la chiamano è sempre urgente. La sua vocazione l’ha portata a curare in quindici anni oltre ventimila animali, di pochi grammi come il microcebo o di otto tonnellate come un elefante. Mammiferi, rettili, animali carnivori o erbivori, per lei non fa differenza. È caduta in acqua, ha affrontato rischi e pericoli, ha subito infortuni più o meno gravi, eppure non rimpiange mai di aver perseguito la sua vocazione, nata molto presto forse per seguire le orme familiari...
Si legge come un romanzo questa biografia appassionata di chi ha fatto della propria passione non solo una professione, ma una scelta di vita. I tanti aneddoti e le storie sugli animali assistiti, curati, salvati sono una finestra non solo su tante specie così diverse dalla nostra. Ma anche su una professione complessa e faticosa a cui spesso film e documentari non rendono giustizia. L’anestesia a distanza, con la cerbottana o con il fucile è una pratica che richiede pazienza, conoscenza e capacità di calcolo e previsione di un gran numero di variabili, e  soprattutto è rischiosa. Una sola goccia di Immobilon, farmaco utilizzato per l’anestesia degli elefanti e di altri grossi animali, è un grado di uccidere una persona e non solo se iniettato. Scorrendo gli episodi si impara qualcosa in più sul panda rosso, sul comportamento dei rinoceronti o sull’alimentazione della lince, ma anche sul rapporto tra la veterinaria e il suo osteopata e sull’abnegazione richiesta da una professione incentrata sulla cura dell’altro, che necessita di tanto studio e aggiornamento continuo. La riproduzione del drago di Komodo, il pareggiamento degli zoccoli della giraffa, l’artrosi di Leakshmi, l’elefantessa del circo, e il suo fortissimo legame con la compagna si mescolano alla storia familiare di una donna il cui quotidiano non può che apparire ai più straordinario.

 

 

 

 
 
 
 
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