Un giorno

Un giorno
“Dex ed Em, Em e Dex”, scrive Dexter a Emma nel 1990. Si trova in India, dove le chiede di raggiungerlo dopo avere mollato il suo “lavoro di merda” in un ristorante tex-mex, e dove le dà appuntamento il 1 agosto, giorno del suo compleanno, davanti al Taj Mahal. Peccato o fortuna che sia, mentre scrive Dex ci dà dentro con l’alcol e così la busta della posta aerea, ancora non indirizzata e infilata in una copia di Casa Howard di Edward M. Forster che Em gli ha regalato, finisce prima abbandonata sopra il divano di un bar, e poi nella libreria di una ragazza tedesca che passa di lì, e s’incuriosisce a tutti e due. “Em e Dex. Tipo Fred Astaire e Ginger Rogers”. “Richard Burton e Liz Taylor”. “Maria e Giuseppe” scherzano Emma e Dexter nel 1994, quella sera in cui Emma si dichiara e gli dice per la prima volta che lo ama, lo ama così tanto. “È solo che non mi piaci più, mi dispiace”. Meglio tornare a casa e trovare il caro, devoto Ian. Un po’ noioso perché cabarettista, il tipico uomo a metà che si mostra distrutto quando è scaricato e non accetta il rifiuto, uno degli intoppi sentimentali di Emma. Dexter non ha niente a che fare con il serial killer e fa il presentatore televisivo, il conduttore-condottiero tv. Emma l’ha conosciuta quando studiava a Edimburgo ma solo il giorno della laurea, il 15 luglio del 1988, dopo feste e festini e festeggiamenti Em e Dex sono andati a letto insieme, nel bugigattolo senza finestre in cui allora viveva lei. “Dex ed Em, Em e Dex”…
Finalmente una storia d’amore che si divora, più o meno con l’attaccamento e il trasporto con cui si leggevano da ragazzini i grandi classici del genere da Cime tempestose a Orgoglio e pregiudizio. David Nicholls, inglese come Emily Brontë e Jane Austen, è stato anche attore e sceneggiatore per la tv dunque sa bene le regole e i trucchetti per tenere alto l’interesse di un lettore nella società dell’immagine per quasi cinquecento pagine. Intreccia tutto attorno a una data, il 15 luglio - giorno di San Swithin, che nel calendario cattolico è San Bonaventura - e ne riporta la fotografia dal 1988 per vent’anni, attraverso le storie differenti di un uomo e una donna che talvolta, come quando vanno in Grecia insieme stilando un regolamento che perlopiù infrangono, il 15 luglio sono anche insieme. “In fondo la vera differenza, tra oggi e il 1988, è che allora eravamo alla fine di un secolo, mentre oggi siamo all’inizio di uno nuovo”, scrive il mensile di intervento culturale “Alfabeta” sul numero di luglio-agosto 2010, ma del resto quelli a cavallo tra due secoli sono sempre anni molto interessanti, cosa che Nicholls ha compreso e si è divertito a narrare inventando Emma e Dexter, prototipi letterari - “la Love Story dei nostri anni” l'ha definita Daria Bignardi sul suo blog - dell’uomo incosciente-spensierato e della donna responsabile-sognatrice. Inevitabile l’effetto nostalgia per chi leggendo ritrova, nei racconti della quotidianità anno per anno costumi, oggetti, atmosfere, dubbi e ideologie della storia recente, Un giorno resta soprattutto una bellissima storia d’amore.

 

 

 
 
 
 
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