Un giorno della vita

Un giorno della vita

Una gita al mare: due amici arrivano a Riva Trigoso di sera, senza trovare un posto libero in albergo. Per dormire non resta che sperare di trovare qualche privato disposto a dargli un letto. La fortuna è dalla loro: riescono a sistemarsi dalla Vera in una casa linda che sa di pulito. E poi l’indomani mattina a servire la colazione ci sarà la Cristina… La sera sta scendendo e Piero e Adriana si avviano a fare un lungo giro in bicicletta attorno al paese. Immersi tra fieno, sambuchi, pollai, verdi e umidi prati, si accarezzano e si baciano. Poi, quando Piero forse spera in qualcosa di più, la ragazza deve tornare indietro perché la mamma la sta aspettando… Già prestare due giorni di corso militare a guerra finita è una scocciatura, ma il vedere uniformi e il sentire ordini impartiti ad alta voce rendono Antonio Gandolli molto inquieto, al punto da farlo sentire male. Il suo è un malessere opportuno, perché gli consente di essere esentato dal servizio e di recarsi, sulla via del ritorno, a trovare la sorella Ausilia presso l’istituto di suore domenicane di Tannenberg. Lì all’inquietudine subentrerà un calore umano insospettato…

Che il compianto Giorgio Orelli sia stato un raffinato poeta lo si avverte bene in questa raccolta di racconti, gli unici da lui scritti, ora meritoriamente ripubblicata da Marcos y Marcos a più di cinquant’anni dalla prima edizione. Già il titolo ne è un indizio, dal momento che è volutamente tratto da un verso dell’amico Mario Luzi. Nei tredici testi la struttura lirica prevale su quella narrativa sia nel linguaggio ricercato e semplice – in specie nella nomenclatura botanica - sia nello stile impressionistico volto più a cogliere sfumature – colori, odori, atmosfere dell’humus valligiano – che non a costruire una storia. La realtà è filtrata non tanto attraverso la descrizione del contesto ambientale piuttosto attraverso gli stati d’animo, dell’autore stesso o dei suoi personaggi, che guardano all’esistenza con un’ingenua curiosità, pensando di averla tra le mani mentre essa fugge inesorabilmente via. Si ha la sensazione di trovarsi in un tempo sospeso, dove l’uomo non si accorge che invece tutto continua a scorrere, finendo così per perdere l’attimo decisivo, come in Veronica o Primavera a Rosagarda. Un giorno, dice Orelli, “contiene tutta la vita”, raccontare uno di essi significa parlare delle gioie e dei dolori di un’intera esistenza.



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