Un grande avvenire dietro le spalle

Un grande avvenire dietro le spalle
La primissima percezione del suo talento di attore Vittorio Gassman l’ha avvertita da bambino, il giorno del funerale del padre. Benché soffrisse e aspettasse lo sfogo liberatorio delle lacrime, riuscì a controllarsi, a guardarsi “dal di fuori”, esattamente come ogni attore deve fare quando si trova sulla scena. La morte dell’ingegnere tedesco Enrico Gassman lasciò non solo un grande vuoto affettivo, ma anche la necessità, da parte della moglie, di rimboccarsi le maniche per tirare su da sola i due figli, Vittorio e Mary, la primogenita. Gli anni della guerra trascorrono in una Roma occupata e tuttavia vitale, Vittorio non pensa affatto al teatro e si dedica con profitto agli studi classici e al basket, disciplina con cui arriverà a giocare anche in serie A. Salta gli esami di maturità a causa del conflitto mondiale e ottiene il diploma con il semplice scrutinio di fine anno. Al momento di scegliere la facoltà universitaria opta per Giurisprudenza, ma la madre, dimostrando prima di tutti di avere intuito lo straordinario talento del figlio, gli propone di tentare l’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica. Gassman fino a quel momento non aveva mai pensato di poter diventare attore. Affronta l’audizione col disincanto di chi non ha nulla da perdere e non solo viene ammesso, ma riceverà anche una cospicua borsa di studio con cui potrà contribuire all’economia familiare. Da questo momento in poi comincia la formazione umana e professionale di uno dei più grandi attori del novecento. In Accademia Gassman conoscerà le persone che considererà amici per la vita. Luigi Squarzina, Luciano Salce, Adolfo Celi, Nora Ricci che diverrà la sua prima moglie. Gassman abbandonerà l’Accademia prima del diploma del terzo anno, perché le scritture cominciano ad arrivare immediatamente: gli addetti ai lavori e il pubblico si sono già accorti della sua straordinaria bravura…
Un grande avvenire dietro le spalle è un memoir dalla prosa coltissima, scritto con eleganza ma anche con la spavalderia che ha sempre contraddistinto lo straordinario Mattatore. Gassman non è mai indulgente con se stesso, ci racconta le gaffes causate dalla sua intemperanza giovanile, le prime imbarazzanti avventure sessuali consumate da minorenne al casino, ma anche gli incontri straordinari con i mostri sacri della scena, da Luchino Visconti a Ermete Zacconi a Paola Borboni. Una biografia, questa, che ci racconta la grande epopea del teatro italiano e di uno dei suoi più illustri protagonisti. Le pensioncine di provincia, i compromessi, la passione e la  determinazione di ottenere il successo, fino ad arrivare al cinema e alla fama indiscussa nelle ribalte di mezzo mondo. Ma c’è anche un Gassman più privato, in queste pagine. Un uomo complesso e introverso, ben lontano dall’attore sfrontato e guascone che tutti ricordiamo. C’è lo spettro della depressione, che accompagnerà Gassman fino alla morte. Le notti insonni a girare per casa togliendo i libri dagli scaffali, senza più avere la forza di leggerli. C’è l’amore e la preoccupazione per i suoi figli e il rimpianto di non essere stato un buon padre. Un ritratto d’artista commovente e vero, a cui tributare l’ennesimo e sincero applauso.

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