Un intero attimo di beatitudine

Un intero attimo di beatitudine

Giugno, tempo di quadri. Di promozioni o bocciature. La cascata di riccioli rossi immobile in attesa che il destino decida del suo futuro appartiene ad Arianna Brandi. Da sempre abituata a non passare inosservata. Con lei, un nutrito gruppo di adolescenti ansiosi. La sentenza non è affatto positiva: bocciata. E con il divieto di uscire di casa per tutta l’estate. Arianna reagisce fuggendo con gli amici e una bottiglia di vodka a Cortona. Di nascosto. Trasgredire è la sua unica regola e farsi desiderare dai suoi coetanei è il suo obiettivo primario. Complice l’alcol e la notte, tutto sembra migliore. Eppure Arianna sa che quello che vive è solo “spazzatura” e che, da quando suo padre è sparito, peggio di così non può andare. Ma al peggio, si sa, non c’è mai fine: lavorare come cameriera in un bar in paese è davvero un’umiliazione troppo grande. Dentro quel bar ci entra come un detenuto in carcere. La prima settimana è come vivere un incubo: giornate interminabili che sfibrano ogni centimetro del suo giovane corpo e lasciano, alla sera, solo un grande senso di frustrazione. A rompere la routine fatta di caffè e cappuccini, gli amici di sempre e i nuovi incontri. Uno in particolare: il ragazzo della fontana, seduto all’ultimo tavolo. Ma Walter, il titolare del bar, le intima di stare alla larga da Daniel. Sarà quell’ennesima imposizione a fare da detonatore e spingerla verso quel ragazzo così diverso da lei…

Arianna è un’adolescente inquieta, esattamente come tanti altri. Il suo racconto, lo sguardo dell’io narrante che si ferma sulle luci e sulle ombre di un’età di mezzo nella quale tutto vibra e scalpita, è accattivante e coinvolgente. Lo stile di C.H. Parenti, pseudonimo che Chiara Parenti ha scelto per i romanzi destinati al pubblico più giovane, è fresco, veloce e scattante come gli adolescenti che racconta. Ma Arianna è anche una giovane donna in cerca di senso, con un vuoto d’amore da colmare. La rabbia cieca e il desiderio di autodistruzione nascono dalla ferita dell’abbandono. Nella rottura del contrasto, si inserisce l’emozionante storia d’amore con Daniel. Arianna si nasconde dietro una corazza e sarà l’occhio attento di Daniel, allenato dalla sua passione per la fotografia, a stanarla e ad insegnarle a cogliere l’attimo perché la bellezza si nasconde dietro le piccole cose quotidiane. Inaspettata e sconvolgente, la scoperta di poter vivere attimi di beatitudine va controcorrente rispetto ad una cultura che propone modelli superficiali e anestetizzanti. La seconda parte del romanzo è certamente più intensa, emozionante e coinvolgente perché tocca le corde più profonde dell’animo umano. E prepara, in un crescendo di tensione, ad un finale imprevedibile che spiazza e lascia, insieme ad un retrogusto amaro, la certezza che la vita è una sorpresa continua.

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