Un marito illuminato

Un marito illuminato

Un incontro inaspettato nel museo di Ueno: tra una mostra sulla cultura del primo periodo Meiji e le altre opere d’arte lì custodite, è stato possibile incontrare un uomo slanciato, con un’aria di delicata eleganza nei suoi abiti occidentali alla moda e la bombetta in testa. Si tratta del visconte Honda, il quale non tarda a riconoscere il suo interlocutore come un uomo già incontrato a un ricevimento di quattro-cinque giorni prima. I due si salutano rispettosamente, e già da quei primi approcci di conversazione si capisce che il visconte è persona poco incline alle relazioni sociali, sebbene sia lui ad avviare la conversazione, chiedendogli un parere su una bella acquaforte che raffigurava la mappa di Tsukiji. L’opera d’arte risveglia un piacere nostalgico per un’armonia ormai perduto per sempre, non solo nell’arte contemporanea ma anche nella vita. Il visconte è uomo di gran genio e sensibilità, e ascoltarlo in quella sala quasi deserta è un vero piacere. D’un tratto, come rapito dalle stampe circostanti, ancora una volta testimoni di un tempo che fu, Honda sente l’urgenza di raccontare di un suo amico, un uomo chiamato Miura Naoki che conobbe su una nave che li stava riportando entrambi a casa dalla Francia. Naoki somigliava vagamente al Kikugoro di Yoshitoshi raffigurato in una delle stampe, e così si spiega il perché di questo racconto nostalgico, al pari della mostra che i due stanno visitando…

Piccola gemma del poeta e romanziere Ryūnosuke Akutagawa – autorevolissima voce della letteratura del Sol Levante –, Un marito illuminato è una breve scintilla narrativa che illustra la duplice natura dell’amore, medicamento e veleno per eccellenza. Caratterizzato da un’eleganza stilistica e un amore per le descrizioni che sono spesso la cifra stilistica della letteratura giapponese, questo breve racconto evidenzia in maniera netta e appassionata sentimenti autentici e solidi senza ricorrere a sfumature o sottigliezze che poco si addicono a tali totalizzanti rapimenti: esaltazione amorosa, angoscia, perdita, tradimento e dolore ribolliscono in tutta la loro magmatica densità lasciando il lettore preda di una controllata ma sentita partecipazione. Akutagawa è stato autore prolifico, che è riuscito a dare il meglio di sé nella forma rapsodica del racconto, e anche qui mostra di sapersi destreggiare in questo mondo rapido e fulmineo, cesellando con stile e buon gusto, al pari delle meravigliose stampe presenti al museo di Ueno, la triste e appassionata vicenda di Miura Naoki e della sua bella e misteriosa consorte.



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