Un modo per uscirne

Un modo per uscirne
Siamo nel 1994. Bologna è intasata da un'afa avvilente e appiccicosa. Un giovane è chiuso nella sua stanza. Ultimamente preferisce le note narcotiche di Jeff Buckley sparate a tutto volume piuttosto che ascoltare le solite sfiancanti discussioni dei suoi genitori. Sua madre è di là a lavare i piatti e nessuno si accorge che suo padre borbottando per il caldo, ha aperto la finestra e si è lanciato di sotto. La fabbrica dove da anni lavorava da un po' ha chiuso i battenti e lo ha scaricato. Lui non è riuscito a farsene una ragione. Il giorno del funerale il giovane protagonista, poco più che adolescente, è costretto così ad assistere, con un disarmante distacco da spettatore, all'infinito teatrino funebre che accompagna le spoglie di suo padre fin sotto terra. Parenti e conoscenti a fiumi in processione a regalare pacche consolatorie sulle spalle e frasi ad effetto, abito d'ordinanza in cui è stato insaccato di forza, quasi a soffocarlo, persino le frasi 'contro' che suo fratello si è sentito in dovere di proporre all'uditorio affranto durante la messa di commiato. La primavera dell'anno successivo, una delle tante lettere inviate per cercare un impiego che dia finalmente un po' di sollievo finanziario a lui e a sua madre ha finalmente trovato risposta. Niente di male, se non fosse che un lavoro stabile diventerà certamente il principale ostacolo tra i bisogni concreti che la realtà impone e il sogno musicale della sua amata band. Come affrontare dunque le sicure ire di Stecco e Lupo e sopratutto di Elena, con la quale da un po' non c'è più solo un rapporto strettamente professionale? Come affrontare l'inevitabile dilemma del passaggio alla vita adulta senza tradire i propri sogni?
Sergio Rotino, leccese di nascita e bolognese di adozione, già giornalista e scrittore da sempre nel mondo editoriale, arricchisce la collana “le onde” della casa editrice Abramo con un testo assordante nel suo silenzio narrativo. Tanto pacato è infatti il modo di rappresentare il protagonista adolescente della sua storia – sempre molto comparsa più che attore protagonista - nel passaggio traumatico dall'infanzia sognatrice alla dura vita adulta che impone scelte drastiche e rischio di sogni infranti, quanto selvaggi e tumultuosi sono invece i sentimenti che si agitano nella sua testa, tra i suoi amici, nelle note rock che alimentano e dirigono costantemente la narrazione. E lo spettatore alla fine non può che affezionarsi a questo scapigliato e ribelle (in pantofole) adolescente. Non può che seguire con apprensione paterna le sue evoluzioni, la sua voglia di starci dentro nonostante tutto, la sua capacità di rimboccarsi le maniche e scendere dignitosamente a compromessi con la parte oscura della vita. Anche a costo di rischiare lo scontro con i suoi fino ad allora compagni di viaggio, anche a costo di revisionare costantemente i sentimenti verso una compagna di band e di vita un po' fidanzata, un po' mamma, un po' manager. Una scrittura delicata, misurata, impreziosita da un'imperdibile tracklist d'autore.

 

 

 

 
 
 
 
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