Un re senza distrazioni

Un re senza distrazioni
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

In un villaggio francese dove non succede mai nulla e le stagioni si susseguono stancamente e sempre uguali anno dopo anno, un giorno di metà dicembre scompare Marie Chazottes, una ragazza del luogo. Pare sia uscita di casa verso le tre, con indosso uno scialletto, abbia voltato l’angolo e sia sparita nel nulla. In paese qualcuno avanza l’ ipotesi che si sia recata dalla comare ma nessuno l’ha vista e allora si pensa subito che possa essere scappata, magari con qualcuno, un uomo. Nella sua vita però non ci sono mai stati uomini e poi, se uno volesse partire, andrebbe via senza nulla, con a malapena gli zoccoli ai piedi? Non credo, a meno che non l’abbia portata via un angelo. Nel frattempo, un colpo di fucile attira l’attenzione di alcuni paesani già sufficientemente scioccati. Il signor Ravanel ha sparato a un individuo a cavallo che ha cercato di rapire suo figlio. Probabilmente ferito, il misterioso rapitore si è allontanato velocemente scatenando ancor di più la paura nel cuore della piccola comunità. Infine, come se non bastasse, nella porcilaia c’era un maiale interamente coperto di sangue, tagliuzzato dappertutto con oltre cento tagli effettuati da un coltello decisamente molto affilato. La situazione si sta facendo più complicata e inquietante del previsto, occorre necessariamente rivolgersi alle autorità…

Decisamente particolare questo romanzo di Jean Giono, autore francese col pallino del naturalismo e del primitivismo che scrisse diversi romanzi e raccolte di poesie fra gli anni ’30 e ’70 dello scorso secolo. Qui un aneddoto prende dapprima la forma di un giallo dalle tinte fosche e cupe salvo poi, verso metà libro, snodarsi in un gioco di specchi che mettono a nudo un uomo privo di slanci emotivi, consapevole di aver raggiunto l’acme della sua vita nell’aver guidato la caccia al mostro. L’opera pertanto rischia di disorientare il lettore, soprattutto per l’alternanza di punti di vista da parte dei tanti (forse troppi?) personaggi che ci raccontano del capitano Langlois, inflessibile baluardo contro il male che sta terrorizzando un placido villaggio francese ma allo stesso tempo uomo annoiato e anaffettivo che non sfigurerebbe nel capolavoro di Michail Lermontov Un eroe del nostro tempo. Langlois infatti, condivide con Pecorin, la sazietà emotiva di chi ne ha viste tante apparentemente senza aver provato nessuna emozione, ma la realtà è, ovviamente, molto più complessa e sfaccettata. Giono, che fa dell’ adesione alla tradizione naturalista francese di Maupassant e Zola un vero e proprio modo di essere oltre che di scrivere, ci presenta una vicenda che, con la scusa del giallo, altro non è che una finestra aperta su un uomo in crisi di identità e motivazioni che nell’inaspettato e bizzarro epilogo esemplifica al lettore in maniera asciutta e allegorica le sue ossessioni, in primis quella dell’ebbrezza per le violenza. L’ intento dell’autore è ammirevole ma, nonostante la buona volontà, è fin troppo facile perdersi nelle digressioni e nelle riflessioni dei vari personaggi e ciò rende Un re senza distrazioni (asciutta e adeguata citazione tratta dal filosofo Pascal) un romanzo di non agevole lettura che, oltretutto, può facilmente deludere coloro i quali vi si siano accostati soprattutto per l’impianto mystery. Se invece si è in cerca di un rompicapo psicologico sul solco dei vari Balzac e Stendhal allora forse siete nel posto giusto.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER