Una bomber

Una bomber

Julia è l’ultima arrivata in una squadra di calcio femminile. Una squadra nella quale oltre a perdere sistematicamente ci si lamenta di tante cose: perché le scarpette non sono esattamente uguali a quelle di Kakà ma paiono quelle di un team del Terzo Mondo, perché la divisa color vomito da sabato sera ad alto tasso alcolico è decisamente “triste” o, ancora, perché la sacca è mostruosamente piccola e non può contenere la piastra, l’arricciacapelli, la crema all’ortica, né tantomeno l’idropulsore. A Julia, guarda caso, viene assegnata - senza che peraltro lei se ne dispiaccia - la maglia n. 17 e Nadia, una delle sue compagne di squadra, le dimostra il suo “infinito amore” affermando come il ruolo della nuova arrivata sarà in centropanchina. E poi c’è quel piede, il piede a banana di Julia. Già, lei ha il piede storto e nonostante tutte le sue buone intenzioni se punta il pallone volendolo passare nell’ala destra inesorabilmente finisce per calciarlo verso quella sinistra. Il suo piede però sembra essere in ottima compagnia quando arriva Fufi, il nuovo allenatore tascabile: alto un metro e quarantadue centimetri, con i tacchi ovviamente e un occhio che manda affanculo l’altro…

Silvia Sanna, sassarese, maestra, dirigente della Torres femminile ed editrice ci apre le porte di un mondo poco conosciuto, ma spesso bistrattato: il calcio femminile. Con acutezza, ironia e autoironia la protagonista, con il suo occhio fin troppo attento al quale nulla sfugge, riesce a frantumare tutte le leggende metropolitane che ruotano intorno a uno sport che l’immaginario collettivo tende a considerare di esclusiva pertinenza maschile. Già, rassegnatevi: esiste anche una sfumatura rosa del calcio, fatto di fatica, di allenamento, di impegno e passione. Un micromondo rappresentato, in queste divertenti pagine, da una squadra un po’ sfigata nell’ambito della quale si muovono personaggi bizzarri: Nicoletta che ha litigato con la lingua italiana, Marina ovvero la reincarnazione di Bambi, Paola che vive nel suo mondo parallelo presumibilmente impegnata a inseguire scie di farfalle rosse che la condurranno dentro un libro di García Márquez. Una lettura fresca, spassosa e frizzante sicuramente consigliata agli amanti del calcio, ma anche a chi continuerà a vivere con la consapevolezza del fatto che il fuorigioco rimarrà sempre e comunque un mistero insondabile.



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