Una donna di troppo

Una donna di troppo
Eritrea, 1935. Un fonogramma urgente da Mogadiscio scuote il tran tran del maggiore dei Carabinieri Aldo Morosini, che si vede costretto ad abbandonare la relativa quiete della città portuale di Massaua e le sue rare ma avventurose incursioni nelle zone montuose circostanti a caccia di banditi per recarsi nella capitale somala. A quanto pare il generale Rodolfo Graziani, che in Libia anni prima si è costruito una controversa reputazione di spietato e spregiudicato repressore, vuole affidare a Morosini - che ha fama di investigatore brillante - un incarico delicatissimo: si mormora di una strana catena di omicidi della quale le forze di polizia locali non riescono a venire a capo, forse una manovra di spie abissine interessate a creare scompiglio nell'Africa italiana alla vigilia di un conflitto che pare inevitabile. Infatti il duce Benito Mussolini è ormai in rotta di collisione con la Società delle Nazioni e l'invasione dell'Etiopia da parte dell'esercito fascista agli ordini proprio di Graziani pare questione di mesi, se non di settimane. Morosini - accompagnato dai suoi due collaboratori più fidati, il maresciallo Barbagallo e lo scium-basci Tesfaghì - si imbarca sul piroscafo Vulcania alla volta di Mogadiscio: qui lo attendono l'aperta diffidenza dei colleghi locali con le loro indagini raffazzonate, la fretta di Graziani che vuole risultati prima dello scatenarsi della guerra, il fascino degli occhi verdi della disinibita giornalista americana Helen McAllister, e soprattutto il mistero di una serie di omicidi apparentemente slegati tra loro ma che al contempo hanno strane caratteristiche in comune...
Il secondo episodio della saga del Maggiore Aldo Morosini, un ciclo di gialli che il giornalista piemontese Giorgio Ballario ambienta nell'Africa italiana degli anni '30, fa della ricchezza e della complessità la sua arma vincente. Complessità non tanto del plot (la soluzione del giallo non è poi così sorprendente per i lettori più esperti) quanto dei richiami, degli stili, degli argomenti: attinge a fatti di cronaca vera (la dinamica dell'uccisione di suor Angela Brambilla ricorda moltissimo quella di Suor Maria Laura Mainetti), alla tradizione haitiana (zombi, macabri rituali), persino alla botanica (la Tabernanthe Iboga e altre sostanze psicotrope di origine vegetale) oltre che essere fortemente 'agganciato' a eventi storici realmente accaduti (il romanzo si svolge nell'imminenza della guerra tra Italia ed Etiopia, e il generale Rodolfo Graziani ha un ruolo essenziale nel plot). Ma l'attenzione di Ballario all'ambientazione non si esaurisce in questo: anche lo stile narrativo è coerente allo sfondo, e ne vien fuori una sorta di 'noir & telefoni bianchi' molto gradevole, con in più alcune suggestive scene di sesso (o sesso mancato). A quando il terzo, il quarto, il decimo, il ventesimo episodio? Speriamo presto.

Leggi l'intervista a Giorgio Ballario

 

 

 

 
 
 
 
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