Una ghirlanda per ragazze

Una ghirlanda per ragazze

1887, Boston. Come biancospini sono le giovani ragazze del circolo “May flower” che si riuniscono una volta alla settimana per cucire e leggere dei libri, che decidono anche di prendersi l’impegno individuale di essere d’aiuto per un anno a chi è nel bisogno, con piccole buone azioni fatte in segreto per crescere e dare senso alla propria vita… Una coroncina d’edera incornicia il bel volto di Jessie, che lavora come insegnante per mantenere se stessa e la sorella Laura, pittrice molto dotata, ma invalida… Ricorda le viole del pensiero il gruppetto di giovani lettrici ospiti dell’incantevole signora Warburton che rimasta vedova e senza figli, ama far alloggiare giovani fanciulle nella sua casa di campagna mettendo a disposizione la sua ampia biblioteca… Ninfee che fioriscono nell’acqua torbida e stagnante, come la coraggiosa e fiera Ruth che vive con onore il suo stato di povertà, ingegnandosi per contribuire al sostegno della sua originale famiglia… Papavero e grano sono la vacua Ethel e la saggia Jane che ha il compito di accompagnarla nel viaggio per l’Europa in compagnia del professore Homer e sua moglie… Come un piccolo bocciolo di rosa è Rosamond, una vivace bambina chiacchierina e gioiosa, che scompiglia la vita delle cugine Penny, Henny e Cicely, dal momento in cui va a vivere con loro… Alloro di montagna e capelvenere per la robusta e determinata Becky, che manda avanti la fattoria montana in cui la gracile e debilitata Emily è ospite per rimettersi in salute…

Louisa May Alcott, conosciuta in tutto il mondo per aver scritto Piccole donne e la saga delle sorelle March, in realtà è stata un’autrice prolifica non solo di letteratura per ragazzi, ma anche di romanzi, sensational novels, racconti gotici, noir, di guerra. Una ghirlanda per ragazze ‒ pubblicato per la prima volta nel 1887 ‒ contiene sette storie intitolate con nomi di fiori che hanno attinenza al tema affrontato o al carattere delle protagoniste, racconti che riuniti nello stesso libro formano appunto una ghirlanda fiorita. Narrazioni tutte al femminile, in cui la Alcott rivela la quotidianità semplice delle fanciulle del suo tempo, dialoghi ingenui, aspettative senza grandi ambizioni; tuttavia non sono storie sdolcinate o buoniste, l’autrice tra le pagine dissemina segni inconfondibili della sua personalità anticonformista, femminista e moderna. Soprattutto troviamo affermazioni che per noi oggi sono scontate, ma che alla fine dell’ottocento erano rivoluzionarie, come il sostenere la dignità e l’importanza del lavoro femminile, strumento principe di realizzazione personale. Una donna che utilizza la sua abilità nel narrare per ribadire con convinzione il suo grande amore per la letteratura, per sottolineare il valore essenziale del coltivare i buoni sentimenti, per condividere l’urgenza di comunicare e la necessità di vivere con generosità e attenzione ai bisogni altrui, qualunque siano le personali condizioni economiche. Storie che sono preziose miniature naif di un mondo lontano: accurate descrizioni, tratto elegante, ritmo riposante, riflessioni profonde e, soprattutto, fiducia nel genere umano, che di questi tempi non guasta.



 

 

 

 
 
 
 

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