Una guida per i perplessi

Una guida per i perplessi

Nell’agosto del 1968 E.F. Schumacher, durante una visita a Leningrado, si trova perduto in mezzo a una strada davanti a una mappa che non riesce a capire. Soprattutto, la mappa non riporta le chiese enormi che Schumacher si ritrova davanti agli occhi. Interrogato un interprete, questi risponde che, in quanto “chiese viventi”, non sono mostrate sulle mappe. Ecco un esempio di mappa che “omette molte delle cose” che una persona si ritrova davanti agli occhi. E succede anche a scuola, nelle università: mappe che lasciano un certo tipo di osservatore perplesso: non vi è traccia di quelle cose che l’osservatore in questione ritiene di enorme importanza. Una particolare mappa cara all’uomo moderno non fa altro che lasciarsi alle spalle il pensiero e il cammino di vita degli antenati e delle tradizioni. Mappa adatta per una società tutta tesa alla ricerca del comfort, della soluzione a ogni problema, dell’intrattenimento e della mera sopravvivenza. L’osservatore perplesso si ferma davanti all’orizzontalità di questa mappa e s’impegna nel ricercare e comporre una mappa filosofica capace di guardare alla totalità dell’uomo, di svincolarsi dalla sterile orizzontalità recuperando così il movimento e l’aspirazione verso la verticalità dei gradi di significazione, dei Livelli dell’Essere: studiandosi, come le tradizioni di tutto il mondo gli indicano…

Ernst Friedrich Schumacher compone (e si compone attraverso una precisa ricognizione letteraria) una mappa filosofica vitale attraverso la quale “guardare il mondo e vederlo nella sua totalità”. Il primo passo è immettersi sulla scia profonda lasciata dagli antenati, la Grande Catena dell’Essere. “L’esperimento moderno è fallito”, il percorso cominciato con “la rivoluzione cartesiana” secondo la quale l’uomo viene separato dai - e non guarda più ai - Livelli Superiori, viene indagato con acutezza fino alla recente larga influenza evoluzionistica, allo scientismo materialistico imperante e alla inevitabile miseria della società umana, in cui non è più possibile ricreare un valido contatto tra gli esseri, in cui non si ascolta più il chiaro monito della tradizione: conoscere se stessi attraverso un lungo cammino, conoscersi e conoscere gli altri, superando così uno stato di cose di superficie come invalicabile gabbia di desideri frustrati, continui problemi da risolvere e incomprensioni. Saggio-guida per perplessi del 1977 di rara, rarissima chiarezza - e importanza - per come affronta ciò che concerne l’uomo e il suo possibile, attuale, vitale impegno sul sentiero della (antica) liberazione.



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