Una luce nell’oscurità

Una luce nell’oscurità

Uno degli aspetti più ardui riguardo ai momenti di crisi è dato dal fatto che spesso si ha l’impressione di doverli affrontare da soli. Ma non è così. Infatti, la stessa vita di ognuno è stata resa possibile grazie alle migliaia di generazioni venute prima, sopravvissuti che hanno portato la luce dell’umanità attraverso le varie difficoltà da una generazione all’altra. Persino Gesù ha avuto momenti difficili, e anche il Buddha. In alcune occasioni essi sono stati perseguitati, minacciati, attaccati fisicamente e disprezzati. Eppure i loro doni hanno eclissato qualunque difficoltà. E anche semplicemente leggendo dunque ci si può sentire parte di quel flusso di umanità che coinvolge tutti, trovando il modo di portare la luce della saggezza, del coraggio e della compassione attraverso le asperità della vita. La sofferenza è parte dell’umanità, dell’appartenere alla razza umana, e parte del mistero che ogni persona condivide con tutti gli altri che la circondano. Tuttavia non è solo nei momenti di grande difficoltà, come per esempio il suicidio di una persona cara, che gli individui scoprono questa fondamentale verità: quando cadono preda delle proprie incertezze e perplessità quotidiane, dei loro conflitti e delle loro paure hanno sempre bisogno di aiuto, di qualcuno che li stimoli ad avere fiducia in sé medesimi. E loro possono fidarsi di sé medesimi. Tutti gli individui sono stati creati per viaggiare attraverso la giusta misura di bellezza e sofferenza e sopravvivere. Il dolore, il senso di perdita e la sofferenza, e persino la depressione e le crisi spirituali – le notti buie dell’anima – non fanno altro che peggiorare quando si cerca di ignorarli, negarne l’esistenza o evitarli. Il percorso di guarigione ha inizio nel momento in cui questi stati d’animo vengono affrontati e si impara a gestirli…

Il sottotitolo è decisamente esplicativo: Attraversare la sofferenza con armonia, nella consapevolezza del momento presente. Insomma aiutati che Dio t’aiuta, come diceva mia nonna e probabilmente molte altre sue antenate, discendenti e contemporanee. Una guida alla saggezza e all’equilibrio, a non lasciarsi abbattere dal dolore e dalle insicurezze, che sono cose assolutamente naturali, né dalle difficoltà della vita, anche perché tanto, piccole, medie, grandi, grandissime o gigantesche che siano, prima o poi capitano a tutti, e quindi non ha alcun senso piangersi addosso in preda al più lagnoso e rassicurante degli egoismi, né sentirsi vittime predestinate della malasorte, conviene rimboccarsi le maniche, affrontare i problemi di petto e provare a sfruttarne l’opportunità di cambiamento per cercare di vivere meglio e di essere più felici, quantomeno il più felici possibile. Introdotto dalla prefazione di Jon Kabat-Zinn, biologo newyorkese settantaduenne professore emerito di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society presso la University of Massachusetts Medical School, nonché insegnante di Mindfulness, disciplina che ha lo scopo di aiutare le persone a fronteggiare stress, ansia, sofferenza e malattia, il volume – comparso sugli scaffali delle librerie americane per la prima volta nel 2011 – di Jack Kornfield, che è stato monaco buddhista in Thailandia, India e Myanmar, è un agile, semplice, spiccio vademecum che probabilmente può essere di aiuto per chi si trova ad attraversare un periodo oscuro della propria vita, perché con molto buon senso invita a prendersi un po’ di tempo per sé, staccare, respirare, ragionare e non farsi trascinare dall’angoscia, che è per natura inutile e dannosa.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER