Una nave di carta

Una nave di carta
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Daniel e Hampton sono stati messi in coppia per puro caso, e contro la loro volontà. Non sono amici – ad Hampton non va particolarmente a genio Daniel, e Daniel ha tutti i motivi per evitare di trovarsi da solo con Hampton. La ragazza di Daniel – o la sua compagna, o quel che sia – Kate, se n’è andata con la figlia Ruby, sfinita dall’eccitazione per una festa che è durata una giornata intera e la moglie di Hampton – sul termine non possono esserci ambiguità, nel suo caso –, Iris, della quale Daniel è ferocemente innamorato, è tornata anche lei a casa insieme al figlio di quattro anni, Nelson. Daniel e Hampton si sono fermati per partecipare alle ricerche di una ragazza cieca, malata di cuore e con un temperamento autodistruttivo che è scappata dalla festa: se per sparire o per farsi ritrovare, nessuno è in grado di dirlo con certezza. Ciascun membro della squadra di ricerca, composta da quattordici persone in tutto, è stato dotato di una candela romana – chiunque trovi la ragazza deve spararla più in alto possibile, per avvisare gli altri – e a ogni coppia è stata assegnata una sezione della proprietà nella quale cercare Marie. “A quanto pare, siamo noi due”, dice Daniel a Hampton, sentendosi costretto a rompere il silenzio…

Scott Spencer è senza dubbio uno degli autori più interessanti non solo del suo Paese e della sua generazione, ma complessivamente del nostro tempo, così vario e articolato, precario, difficile e contraddittorio. La sua voce, apprezzata anche da colleghi e colleghe di chiara fama e grande prestigio a livello internazionale, ha la peculiarità di quella dei grandi scrittori: è sempre riconoscibile eppure di volta in volta diversa. Non è costretto a scrivere in un solo modo, l’unico che conosce e che è in grado di esprimere, sa essere versatile senza mai perdere in credibilità. Certo, ci sono dei temi ricorrenti: in primo luogo quello del desiderio. In questo affresco corale – il cui titolo rimanda a uno degli “oggetti del dramma” di It di Stephen King – ambientato negli anni del processo a O. J. Simpson, divo del football e delinquente matricolato che è stato anche protagonista di uno degli innumerevoli progetti partoriti per lo schermo dal vulcanico Ryan Murphy, ottimo e geniale soggettista, discreto sceneggiatore, dimenticabile regista, gli USA appaiono come un crogiolo di confini, punti di contatto e conflitto fra generi, etnie, classi. Daniel, avvocato newyorchese caucasico, accudisce Ruby, la figlia della fidanzata, scrittrice un po’ in crisi, e tutto sembra essere perfetto, mentre Iris, dottoranda afroamericana, ha un marito e un figlio, che è il compagno di giochi di Ruby. Ben presto però per Daniel Iris diventa una torbida ossessione, e…



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