Una ragazza semplice

Una ragazza semplice
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Janice si sveglia accanto all’uomo che ha amato per anni e lo capisce subito: è finita. Lui è morto nel sonno, lei è rimasta sola. È così che inizia a ripensare al suo primo matrimonio: era ai tempi della guerra e ne seguiva l’andamento; prima passione politica più che amore, poi sensazione d’aver vinto qualcosa d’impalpabile, inutilizzabile... Meyer Berkowitz è stanco della fama, vorrebbe scrollarsela di dosso ad ogni istante, ma quando incontra un uomo che non lo riconosce, la tentazione di rivelare la sua identità è irresistibile. Forse aver successo significa stare un gradino più su degli altri, o magari proprio l’esatto contrario… Tony è immigrato negli Stati Uniti dalla Calabria. Avrebbe voluto far qualcosa d’importante, ma è finito a lavorare nel porto, turno di notte. È uno dei migliori nel suo campo, tuttavia…

Di Arthur Miller si conoscono soprattutto i lavori teatrali, eppure l’autore di Morte di un commesso viaggiatore ha scritto anche brevi prose. Ne è un esempio Una ragazza semplice che, oltre al racconto omonimo scritto negli anni Novanta, contiene anche Fama e La notte del carpentiere risalenti al secondo dopoguerra. Lo stesso Miller ha spiegato perché di tanto in tanto si dedicasse alle short stories: “sono più o meno casualità sul gradino più basso della scala di magnitudo ed è per questo che mi piace scriverle. Mi permettono di scappare dall’intensa calura al centro del palcoscenico verso qualcosa di meno imponente e più umile. E poi sento di conoscere meglio Cechov dai suoi racconti che dal teatro.” Lavori minori quindi, ma con una dignità letteraria tutt’altro che marginale, perché oltre che ben scritti e con personaggi a tutto tondo degni dell’analitico occhio di un drammaturgo, Una ragazza semplice restituisce anche il ritratto preciso di un’epoca. Interessante la parte in cui Janice ripensa con imbarazzo alle passioni radicali degli anni Trenta: “Quando penso agli scrittori che consideravamo tanto significativi e di cui nessuno conosce più il nome. Intendo gli intellettuali militanti. Tutta la letteratura di quel genere è scivolata nell’oblio. Svanita. – Era una moda, no? In generale le mode crollano e passano. – E perché, secondo te? – Dipende. Quando l’aspetto dominante è un motivo occasionale, l’opera tende a scomparire insieme a ciò che l’ha motivata”. Basta leggere questi brevi racconti per capire che Arthur Miller, al contrario, non smetterà mai di essere attuale.



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