Una scala fino al cielo

Una scala fino al cielo
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Berlino Ovest 1988. Seduto al bar dell’Hotel Savoy Erich Ackermann riflette sulle esperienze di una vita. Lui è stato un Mischling di secondo grado, solo uno dei suoi nonni era ebreo e questo gli ha risparmiato la deportazione durante il nazismo. Nel 1946 è riuscito a iscriversi all’Università di Cambridge dove ha iniziato a percorrere la strada verso la carriera da insegnante, che lo ha portato fino al King’s College. Per anni ha scritto libri che nessuno ha apprezzato, almeno fino all’ultimo romanzo: Terrore, che gli è valso un premio importante, il riconoscimento internazionale e la possibilità di viaggiare per presentare l’opera in tutto il mondo. Poco importa se quel successo ambito giunge ora e trova un uomo di sessantasei anni solo coi propri rimpianti. Un altro sorso al suo drink e lo sguardo di Erich è catturato dal bellissimo e giovane cameriere con gli occhi azzurri. Il desiderio si risveglia dentro di lui e non riesce a distogliere lo sguardo. A fine serata il ragazzo si avvicina, ha terminato il turno di lavoro e indossa abiti borghesi. Impacciato rivela di voler conoscere il famoso scrittore e confessa che è anche sua aspirazione seguire la stessa strada. Erich va in confusione, quel viso stupendo e il corpo giovane a pochi passi dal suo, gli trasmettono un entusiasmo imprevisto. Come accade che Maurice Swift diventa il suo “assistente personale”? Come accade che uno scrittore avanti con gli anni si ritrovi a pagare oltre le proprie possibilità alberghi e viaggi, pur di avere accanto quel ventiduenne inglese assetato di consigli, di riscatto, di successo, che lo sommerge di domande e appunta su un taccuino ogni parola utile a favorire la propria strada? Accade e basta. E mentre Maurice attinge a quel mondo di letterati e editori, Erich fatica a tenere a freno smania e gelosia…

“Voglio avere successo. È la sola cosa che mi importa. Farò tutto ciò che occorre per riuscirci”, questo intento così cristallino Maurice non lo nasconde a Erich, al contrario mette le carte in tavola fin da subito. Certo, il maturo scrittore divorato dalla solitudine, travolto da pulsioni sessuali che non può sfogare, non ha i mezzi o semplicemente la lucidità per comprendere cosa includa quel “tutto” sbandierato dal giovane arrivista. Impietosa la presentazione dell’ambiente letterario e editoriale. Un guazzabuglio di marchettari, ipocriti, ruffiani, impegnati nella conquista di un posto in prima pagina, disposti a qualunque scambio per una presentazione o una recensione positiva da parte dell’autore lodato del momento. Fino a sconfinare nel cliché. Su tutti spicca Maurice, ossessivo, anaffettivo, spietato, paragonato al Tom Ripley di Patricia Highsmith. Un parassita capace di assorbire vita e talento dalla vittima prescelta. Quello di John Boyne, prolifico autore dublinese divenuto celebre per Il bambino con il pigiama a righe, è un romanzo oscuro, privo di speranza, una discesa agli inferi senza redenzione. La struttura del romanzo è dinamica. Se nella prima parte conosciamo Maurice attraverso gli occhi di Erich, Gore e Edith, nel proseguo della narrazione sarà l’ambizioso protagonista a raccontare di sé, spiegando con inquietante flemma le sue azioni più terribili. L’opera propone una ricostruzione storica molto curata relativa ai grandi nomi della scena letteraria internazionale e in questo Boyne dimostra tutta la sua abilità nel ricostruire ambienti e caratteri. Eppure la mancanza delle sfumature e dell’intensità del precedente romanzo Le invisibili furie del cuore, si fa sentire.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER