Una scelta tradita

Una scelta tradita
Praga, 1939. Milena Jesenská, ex fidanzata di Franz Kafka, è una stimata giornalista di idee libertarie, con una figlia e un matrimonio alle spalle. Joachim von Zedwitz è uno studente di Medicina di origini tedesche, impegnatissimo attivista politico col circolo “cristiano-sociale socialdemocratico” Die Tat (L'Azione), da lui fondato. Jaroslav Nachtmann è un giovane pugile con un diploma da odontotecnico in tasca e la voglia di fare il poliziotto nel cuore: una volta arruolato però lo mandano a dirigere il traffico a Malá Strana. Quando l'esercito nazista occupa la Cecoslovacchia, i tre hanno reazioni molto diverse: Milena si fa invadere dall'amarezza per un evento che aveva largamente previsto e nessuno aveva potuto o voluto evitare; Jaroslav cerca di sfruttare la nuova situazione a suo favore e progetta di mettersi in buona luce con gli occupanti e fare carriera; Joachim si organizza subito per far espatriare parenti e amici ebrei prima che le maglie del potere hitleriano si facciano troppo strette. Nei mesi successivi il destino dei tre giovani si intreccerà imprevedibilmente quando Jaroslav (che ora si fa chiamare Jaroslaus per meglio evidenziare certe parentele tedesche), diventato un agente della Gestapo, arresterà Milena come collaboratrice di una rivista clandestina sovversiva. Intanto Joachim si trasforma da medico in falso paziente psichiatrico per sfuggire ai nazisti...
I materiali sulla vita e le vicissitudini giudiziarie di Milena Jesenská, intellettuale, giornalista, ex di Kafka, donna dalla sessualità variegata e chiacchierata e detenuta a Ravensbrück sono stati irraggiungibili fino ai primi anni '90, quando Marie Jirásková , storica e ricercatrice dell'Accademia delle Scienze praghese, ha potuto ricostruire, seppur non senza lacune tuttora incolmabili, la vicenda umana di una delle figure femminili più complesse e affascinanti della storia ceca. Fascicoli di tribunale, dossier dei servizi segreti, documenti d'archivio che con il loro linguaggio burocratico e inquietante disegnano il percorso di una donna sensibile e innamorata della libertà, che cerca di lottare per il suo Paese e purtroppo muore in prigionia prima di vederlo tornare libero. In appendice al volume - impreziosito da foto d'epoca - un suo struggente articolo giornalistico scritto nelle ore immediatamente precedenti all'occupazione nazista, una breve favola sempre di suo pugno e una utile storyline che inquadra storicamente il periodo nel quale le vicende trattate si svolgono. Un saggio breve e stimolante malgrado l'argomento certo non proprio di interesse generale, e che nonostante la ricchezza documentale e iconografica non annoia e anzi va giù che è un piacere.

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