Una vita intera

Una vita intera

«Pensava con lentezza, parlava con lentezza e camminava con lentezza, ma ogni pensiero, ogni parola e ogni passo lasciavano un segno, e proprio nel punto in cui secondo lui quel segno doveva essere lasciato». Quando lavorava, Andreas Egger però lavorava duro. Dopo averne soppesato il passo lento, zoppicante, chiunque poteva accorgersi del vigore di Egger. Sono gli anni '30 e, giù a valle, quest'uomo di trent'anni accetta di volta in volta le fatiche; nel suo modo così scrupoloso e inaspettato di agire, porta a termine ogni lavoro, sotto la canicola come nel freddo, senza mai fare storie. È molto forte, Egger, lavora la terra, ma in cuor suo sa di non esser curvo sulla propria zolla e di non volerlo essere. Quest'uomo di trent'anni, allora, ha bisogno di «tenere lo sguardo alto per poter vedere il più lontano possibile oltre il suo pezzetto di terra»...

Perché narrare la ferialità di un'esistenza? Perché è dentro l'intera vita di un uomo. Perché una condizione piuttosto semplice offre inattese chiavi di lettura. Perché l'ordinarietà, carica di fatiche, evoca la fisicità e la spiritualità di una vita severa e malinconica. Perché dietro Andreas Egger affiora il Novecento. Dalla vita montana all'esperienza della morte e della guerra, dall'amore tra un uomo e una donna alla solitudine, ogni cambiamento, che costruisce ritmo e traumi della breve narrazione, racconta l'identità di un uomo del secolo scorso, scopre i tratti della «gigantesca macchina chiamata Progresso» e  illumina la speranza di trovare un senso. In un attimo, dunque, con Robert Seethaler, si è in cima non solo alle montagne austriache. Perché si è sulle soglie di un mondo nuovo, e di se stessi.

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