Una vita sottile

Chiara sta fumando una sigaretta: la assapora con calma, inspira ed espira con ritrovata serenità. A modo suo sta festeggiando. Per la prima volta è stata bocciata ad un esame: la gioia più grande della sua vita. Finalmente essere normali, imperfetti la fa star bene, le fa battere il cuore più velocemente. Ogni volta che è stata la più brava, la più intelligente, che il suo nome è stato al primo posto, tutte le volte che si è sentita appellare “genio” qualcosa dentro di sé si sgretolava, si frantumava. Chiara è dovuta finire in ospedale per ritrovarsi dopo essersi completamente persa. Ora può scegliere la vita, scegliere la sveglia che suona in ritardo, un gelato ipercalorico e pieno di panna, un film leggero e non uno d’autore, gli amici e i loro problemi, il suo cane Jonathan che divora le antenne dei telefoni cellulari…

Esordio letterario di Chiara Gamberale – la prima edizione del libro è del 1999 –, Una vita sottile è un caleidoscopico ritratto del mondo della protagonista (l’autrice stessa): ci sono i suoi amici con le loro manie e i loro problemi, ci sono i suoi primi amori, il padre orgoglioso di una figlia perfetta, il suo cane Jonathan compagno di un pezzo di vita. La scrittura è “di pancia”, di getto. A volte ci si perde completamente e non si ritrova un filo logico. All’anoressia ci sono solo brevissimi cenni, si intuiscono, ma non si approfondiscono – anzi, non si analizzano neppure di striscio – i problemi che affliggono moltissime donne con disordini alimentari né il percorso, altrettanto complesso, da seguire per riuscire ad uscirne. Una vita sottile sembra il diario di una adolescente altoborghese viziatissima che fa sfoggio della propria cultura. Non c’è un minimo di introspezione – gli stessi amici sono trattati tutti con una superficialità sconcertante – e pare che il mondo intero giri attorno alla protagonista, a quanto pare l’essere più sensibile del pianeta. Dal 1999 sono passati tanti anni e la Gamberale ha poi scritto libri di gran lunga più interessanti e corposi, ricchi di pathos, di spunti di riflessione per i lettori. Questo romanzo è acerbo, il passo falso di una autrice che, nel corso degli anni, ci ha regalato pagine molto belle e romanzi intensi.



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