Universo incostante

Universo incostante
Nello spazio Esterno della Galassia una piccola spedizione di scienziati, per lo più archeologi, sta analizzando un vecchio archivio-dati scoperto recentemente che potrebbe custodire preziose informazioni su antiche civiltà ormai scomparse. Peccato che tra i miliardi di bit che compongono l'archivio si celi una Potenza Arcana, una Perversione che non aspettava altro che essere risvegliata. Tutti gli umani di Stazione Oltre sono spacciati, tranne una famiglia che riesce a fuggire portando via con sé importanti informazioni dall'antico archivio. Le informazioni rubate alla Potenza rappresentano, forse, l'unica salvezza per la Galassia. La famiglia è costretta a un atterraggio di emergenza su un pianeta abitato da una strana razza dall'aspetto canino, capace di aggregarsi in un unico individuo cosciente. Immediatamente l'astronave viene attaccata e gli unici a sopravvivere sono due bambini, Jefri e Joanna, che si ritrovano così, insieme agli abitanti di questo pianeta, legati al destino delle informazioni rubate alla Pervesione che minaccia l'universo. Di certo, Ravna Bergsndot, quando ha iniziato a lavorare come archivista nel più grande snodo informativo della galassia, non pensava di essere coinvolta nella ricerca dei due bambini sopravvissuti, in una corsa per salvare l'universo...
Quasi 550 pagine immersi nell'universo che Vernor Vinge riesce a creare con grande maestria e dovizia di particolari. Un universo la cui particolarità risiede nell'essere composto da quattro parti: la più interna chiamata delle “Profondità insondabili”, dove ha avuto origine la vita; la “Zona Lenta”, dove non è possibile viaggiare a una velocità superiore a quella della luce; l' “Esterno”, la fascia dell'universo più abitata e tecnologicamente più avanzata; il “Trascendente”, luogo imperscrutabile abitato da divinità tecnologiche. Una topografia che - seppur ben costruita e incredibile per il dispiegamento fantastico di Vinge - lascia stordito e disorientato il lettore. Un romanzo di grande respiro, che richiama per la vicenda quasi epica e per la straordinaria capacità dell'autore di creare mondi e civiltà differenti ma molto coesi tra loro, testi come la Trilogia della Fondazione. Tuttavia di Isaac Asimov a Virge manca quella terza persona capace di 'stare vicino' ai personaggi. Quella voce distaccata e freddamente scientifica ma, allo stesso tempo, capace di entrare dentro il lato umano della storia, al punto da far scordare al lettore di trovarsi di fronte a un romanzo di fantascienza. Le primissime righe di Universo Incostante recitano: “Come spiegarlo? Come descriverlo? Anche il punto di vista onnisciente lo troverebbe difficile”. La sensazione è appunto questa, che il narratore onnisciente sia troppo impegnato a stare dietro ai tantissimi protagonisti che compongono la storia, alle descrizioni delle tecnologie e dei paesaggi fantascientifici, tanto da perdere di vista l'interiorità umana dei personaggi, quella che Asimov sapeva trasmettere così bene al lettore.

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