Uno di noi – La storia di Anders Breivik

Uno di noi – La storia di Anders Breivik

22 luglio del 2011, Utoya, isola a circa trenta chilometri da Oslo. Echeggiano dei colpi di arma da fuoco ben distinti, nonostante l’acquazzone estivo. Detonazioni in rapida sequenza. Da una collina alcuni giovani riescono a vedere chiaramente un uomo in divisa sparare e abbattere altri ragazzi. Il gruppetto, in preda al panico, raggiunge il Sentiero degli Innamorati e tenta una disperata fuga, alla ricerca di anfratti in cui trovare scampo. Una ragazza inizia a pregare di non morire proprio oggi, perché diciassette anni sono nulla a confronto di tutta una vita. Gli spari si fanno sempre più vicini, dato che l’uomo imbocca anch’egli il sentiero. Qualcuno ha un’idea: sdraiarsi fingendosi già morti, con un respiro ridotto al minimo. I passi si avvicinano e l’uomo è ben visibile ora, con la sua pelle chiara, i suoi occhi di ghiaccio e i suoi capelli biondi e fini, pettinati all’indietro. Ha già ucciso ventidue persone, quando si trova davanti al gruppetto inerme. Mira alla testa di ognuno di loro. Altre undici vittime sul selciato. Il tutto in meno di due minuti netti. Dopo avere preso a calci le ennesime vittime per accertarsi che siano effettivamente morte, il killer esulta e urla: “Oggi morirete tutti, marxisti!”…

Il killer si chiama Anders Breivik e quel giorno, vestito da poliziotto e armato di mitraglietta, fucile da caccia e pistola, ha ucciso settantasette persone, per lo più giovanissimi partecipanti al meeting annuale dei laburisti norvegesi. Asne Seierstad, corrispondente di guerra norvegese, pluripremiata per i suoi reportage dal Kosovo all’Iraq, passando per Cecenia e Afghanistan, ha tentato, tramite una ricostruzione meticolosa della vicenda, di trovare delle spiegazioni a questa folle strage. Un vero e proprio atto di guerra in casa sua. Si è basata su un’immensa raccolta di deposizioni, interviste ad amici e familiari, testimonianze e anche registri comunali, per poter comprendere le motivazioni dell’atto e soprattutto chi sia veramente Breivik. La scrittrice dedica anche uno sguardo alle storie dei giovani che hanno perso la vita in quella tragica giornata, tratteggiando i loro sogni e le loro speranze infrante. Il tutto con un metodo di lavoro e di ricerca rigoroso e preciso, a cui l’autrice dedica una nota alla fine del libro, che permette un resoconto minuto per minuto dell’intera vicenda, dalla sua genesi fino ai suoi numerosi strascichi. Una riflessione a più ampio spettro sul male e sull’odio a cui bisogna sempre cercare di contrapporre tolleranza e amore. Dal libro è stato tratto il film Netflix 22 luglio, presentato in concorso alla 75ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.



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