Uno splendido isolamento

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Irlanda. McGreevy si rannicchia in un albero cavo, quel che ne resta dopo il passaggio di un fulmine. Maledice tutto e tutti: le autorità, i suoi ex compagni di prigionia, la vita stessa. Le luci là intorno sono la prova che lo stanno ancora cercando, da quando è saltato giù dal furgone. Cercano lui e tutti gli altri dell’Esercito Repubblicano, per stanarli e zittirli uno per uno. Nel frattempo, in una grande e isolata casa di campagna, Josie supplica l’infermiera di restare un altro po’, ma inutilmente. Rimane sola in quello stanzino con oggetti ammassati, che è un po’ camera da letto e un po’ cucina, così da avere sottomano tutto quel che le può servire. Josie è anziana, la salute fa i capricci, James non c’è più. Non che quest’ultima faccenda sia un problema: lui ha sempre preferito il whisky al fatto di renderla felice. Una notte, Josie sente un rumore, come di una porta che si chiude. Poco dopo, quel criminale di cui ha letto sui giornali si materializza davanti a lei. Di nuovo, dopo anni, un uomo violento e dall’aspetto truce entra fra quelle quattro mura. Solo che lui non sembra avere cattive intenzioni, bisogna ammetterlo. Le domanda se vive sola, quante visite riceve e quando e da chi, se le arriva una qualche pensione. Le dice che tutto deve proseguire come fosse normale, in quella casa. Che tutto ciò che lui vuole è un posto dove stare…

C’è una donna anziana e sola, prigioniera di ricordi infelici legati al suo matrimonio. C’è un giovane uomo che ha scelto di combattere per la patria, prigioniero a sua volta delle milizie nemiche e dei traditori che ha avuto accanto. C’è una casa su tre piani vicino al lago che d’improvviso sembra piccolissima, a contenerli entrambi. Loro e le loro storie, le sofferenze private e quelle di un Paese intero. Questa è la cifra stilistica di Edna O’ Brien, che nella sua carriera ha saputo mostrare un’Irlanda inedita, ma anche personaggi femminili di straordinaria complessità. Il loro splendido isolamento avviene mentre là fuori c’è la guerra, quella guerra civile che abbiamo imparato di sfuggita a scuola e che Edna O’ Brien restituisce attraverso McGreevy, che passo a passo conquista la fiducia di Josie e le insegna perché fa quello che fa, perché ha scelto la lotta rispetto a qualsiasi altra forma di vita. Si confida sui crimini che ha commesso e su quelli che ha subito, fino a conquistare anche la nostra, di fiducia. Questo è un romanzo che merita di essere letto per conoscere più da vicino la storia dell’Irlanda, e coglierne quell’atmosfera aspra e selvatica così lontana dall’immaginario da cartolina che talvolta ne abbiamo.



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