Untamed

Untamed
Zoey Redbyrd, la novizia più dotata della Casa della Notte, la Scuola Superiore per Vampiri di Tulsa, Oklahoma, questa volta si trova davvero in guai molto seri. Aveva tre innamorati tra i quali non riusciva a decidersi, e adesso non ne ha nemmeno uno. Aveva un gruppo di amici fidati che le volevano bene ma a causa dei troppi segreti taciuti si son sentiti traditi e le hanno voltato le spalle. Aveva una migliore amica, e l’ha creduta morta per poi scoprire che non è davvero morta ma si è trasformata in una “cosa” assetata di sangue che sta perdendo rapidamente ciò che le resta della sua umanità. Aveva una mentore speciale nella scuola, Neferet, la Somma Sacerdotessa, bellissima vampira che pareva poterle dare l’affetto materno che le mancava tanto, ma ora lei è cambiata. Zoey è completamente sola. Non un amore a darle fiducia, non un’amica a cui confidare le sue paure, non un gruppo di amici a darle forza contro i terribili eventi che si profilano all’orizzonte. E soprattutto contro un nemico potente ormai apertamente ostile, di cui nessuno conosce la vera anima malvagia: Neferet, proprio lei. Non ha scelta Zoey, deve andare avanti e affrontare  le difficoltà e le sue stesse paure, ma non può farlo così, non può da sola. Riuscirà a riavvicinare il suo gruppo di amici novizi e a far sì che si fidino ancora di lei? Solo con loro accanto l’indomita eroina ha qualche speranza di riuscire a fronteggiare le forze complesse ed oscure imprigionate da un antico incantesimo cherokee, secondo un antico mito che pochi ricordano. L’antica forza del Male è infatti pronta ad emergere dalle profondità della terra nelle quali è stata sprofondata secoli fa, per portare violenza e dolore tra umani e vampiri e consumare così la sua terribile vendetta...
Decisamente scoppiettante e pieno di colpi di scena questo quarto episodio della lunga saga di The House of Night. Si deve riconoscere alle autrici la capacità di far crescere la loro protagonista nel corso della storia; è evidente che Zoey si fa sempre più consapevole del ruolo di paladina del Bene e modifica i suoi atteggiamenti di romanzo in romanzo. Se questa evoluzione vuole essere un insegnamento sotteso alla storia fantastica, rivolto al privilegiato target adolescente cui è destinata la saga - ovvero che crescere comporta responsabilità così come assumere un ruolo adulto nella società - beh, può essere sicuramente apprezzabile. D’altra parte, nelle migliori favole, senza bisogno di scomodare Propp e i Formalisti russi, c’è sempre un Eroe Buono destinato a combattere il Male che, a sua volta,ci sarà sempre nella Storia. E questo eroe, anche se non ne è consapevole, ha sempre nel suo patrimonio genetico le tre B : bravo, buono e bello. Cosa che lo destinerà alla fine alla vittoria perchè potrà contare anche, in virtù delle sue qualità, sull’Amicizia, valore essenziale nella vita dell’Uomo ma addirittura vitale in quella dell’Adolescente. Questo quindi è la saga di The House of Night, una bella favola moderna per adolescenti innamorati dei vampiri così à la page di questi tempi. Ma le favole, si sa, catturano anche chi proprio proprio adolescente non lo è più, e così può capitare a tutti di aspettare, se non con ansia ma con piacere, il prossimo capitolo di una storia che in fondo sappiamo già come finirà dopo chissà quanti romanzi e rocamboleschi colpi di scena. Ma l’astuzia nella ideazione di questo tipo di saghe è un peccato  veniale che si riconosce subito ma che si può certo perdonare alle autrici di casa Cast, senza sentirsi eccessivamente indulgenti.

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