Uomo in mare

Uomo in mare
Scettico e insoddisfatto, come ogni figlio prediletto del pessimismo, scrive contro il tempo, per l’eternità o per il nulla. Per fare delle parole fedeli e insostituibili compagne di solitudine, nell’imperscrutabilità della vita e nella sua dura ineluttabilità. La massa crescente del suo malumore alimenta, da sempre, un flusso costante di pensieri e di riflessioni che si depositano sulla carta, di volta in volta, sotto forma di racconti brevi e psicologici, di apologhi e parabole, di interventi satirici e lapidari giudizi critici, di aforismi e di espansioni liriche. Nell’inevitabile aggancio autobiografico, Uomo in mare rappresenta, a buon diritto, lo zibaldone di uno scrittore intollerabilmente scomodo al sistema politico della ex Germania orientale, la voce dirompente di un intellettuale essenziale, la coscienza esemplare del secolo che si è appena chiuso. Qualcosa come un autoritratto reso attraverso un gran numero di quadretti, con piglio ironico e intonazione affabulatoria. Con quella vibrazione contenuta eppure dolente, di fronte al dramma della caducità terrena, che solo i grandi autori sanno volgere in spontanee movenze narrative, psicologiche e poetiche…
Nato a Berlino nel 1929 da madre ebrea e padre tedesco, Gustav Kunert è uno degli autori più fecondi e significativi della letteratura tedesca del Novecento. Per chiunque ancora nel nostro paese non abbia avuto modo di conoscere la vasta costellazione delle sue produzioni artistiche, che spaziano dalla narrativa alla poesia – dove gli fu conferito nel 1991 il prestigioso Premio Hölderlin - dalla sceneggiatura alla saggista,  questa raccolta di prose brevi dà modo di avere molto di lui, pur assumendolo a piccole dosi. Novità assoluta per l’Italia, pur non dispiegando l’intero ventaglio dei registri possibili, quest’opera offre nondimeno una selezione accurata e incisiva di frammenti brevi, ma ben rappresentativi dell’intero orizzonte tematico e geografico dell’autore berlinese. Il minimo che si possa dire è che si tratta di una lettura avvincente e gradevole, senza mai l’ombra dell’uggia o del mero artificio letterario. L’opportunità di un incontro importante con un momento di pienezza umana e letteraria che, siamo certi, accenderà nel lettore la luce di una durevole passione per Gustav Kunert.

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