Uscirne vivi

Uscirne vivi
Greta, poetessa – o poeta, come preferisce essere definita – trascorre la sua esistenza destreggiandosi nel ruolo di casalinga e di madre, mal tollerando il conformismo della società nella quale vive. Invitata ad una festa alla quale partecipano perlopiù scrittori, Greta conosce l'enigmatico Harris, di cui si invaghisce in maniera quasi adolescenziale... Miss Hyde insegna ai giovani ospiti di un sanatorio. Qui incontra ed inizia a frequentare il direttore sanitario della struttura, il dottor Fox, instaurando con lui un legame che andrà al di là del semplice rapporto di lavoro...
Premio Nobel per la Letteratura nel 2013, più di ottanta anni sulle spalle – peraltro splendidamente portati – Alice Munro continua ad affascinarci con le sue storie, così ordinarie ma al tempo stesso così singolarmente raccontate da sembrarci pezzi unici, irripetibili. E ci dona una nuova raccolta di racconti. Racconti di donne, ma anche di uomini, in balia degli eventi: talvolta incapaci di reagire alle avversità, altre volte semplicemente abbandonati alla corrente che li trascina inesorabilmente alla deriva. I personaggi della Munro non sono eroi – almeno non nel senso classico del termine – ma vivono a loro modo eroicamente la vita, nonostante le imperfezioni, i difetti e una sorta di “disabilità” dei sentimenti che li porta a cambiamenti  spesso repentini ed impensati. Una Munro qui anche esplicitamente autobiografica, quando racconta “le prime e le ultime cose – e le più private” che ha da dire sulla propria vita. Dal rapporto difficile ed ambiguo con la madre all'arrivo della sorellina; dalle prime ribellioni alla presa di coscienza dell'esistenza della morte. Dalla débacle finanziaria del padre alla malattia della madre, consumata dal Parkinson già a soli quarant'anni. Periodi difficili fatti anche di sacrifici ed incomprensioni. Eppure la Munro non recrimina, non accusa; avvolge tutto nel leggero e delicato velo dei ricordi. Del resto “di certe cose diciamo che non si possono perdonare, o che non ce le perdoneremo mai. E invece poi lo facciamo, lo facciamo di continuo”.

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